Interventi

Antoinette Brown


Vogliamo raccontare la vicenda umana e di fede della seconda donna che è stata ordinata Ministro di Culto nel mondo. La prima donna “Pastora”.

 

Antoinette Louisa è nata in una cittadina dello Stato di NY, Henriette, nel 1825, ed è morta a 95 anni, nel 1921.

Veniva chiamata Nette, ed era la settima figlia di una famiglia di idee liberali che apparteneva alla Chiesa Congregazionalista americana, nella quale si valorizzava la pietà di Dio e la iniziativa umana, anziché il terrore e la punizione divina. Antoinette deve molto a sua nonna, con la quale leggeva spesso la Bibbia, e che l’aiutò a pensare a Dio come a una presenza amichevole.

Già da bambina diceva di detestare il cucito, e di preferire piuttosto , svolgere lavori maschili nella fattoria della sua famiglia.

Ha espresso presto il desiderio di poter studiare, e i suoi genitori hanno capito e condiviso, e l’hanno aiutata anche economicamente perché potesse farlo.

Una domenica Antoinette ha detto al suo insegnante della Scuola Domenicale, che lei desiderava diventare Ministro. Il suo insegnante, perplesso e determinato, ha cercato di scoraggiarla, dicendole che non era previsto che le donne potessero diventare Ministri di Culto.

 

Antoinette, allora, a 13 anni, entra in una Scuola per diventare maestra.

Sua mamma, prima che lei parta, le ha sistemato un nastro bianco dentro il colletto, perché lo porti sempre con sé e le dia la forza e la determinazione per andare avanti nel suo progetto, anche quando gli altri potessero criticarla o non capirla.

Dopo aver concluso gli studi magistrali, a 21 anni, si iscrive al College Oberlin nello Stato dello Ohio, per studiare Letteratura, e quando dopo 1 anno concludeanche questo Corso, chiede di poter continuare nello stesso College e iscriversi al Dipartimento di Teologia.

Il primo anno la sua domanda è stata rifiutata, e solo l’anno successivo Antoinette è riuscita a iscriversi, anche se le resistenze erano molte, e per i 3 anni di corso, le è stato costantemente ricordato sia dagli insegnanti, che dagli altri studenti maschi, che la Bibbia non approvava che le donne potessero parlare in Chiesa.

 

Nel 1850, a 25 anni, e dopo 17 che sua madre le aveva appuntato il nastro bianco, Antoinette completa gli studi Teologici, ma non le viene rilasciato nessun titolo, né nominata Ministro, e solo un anno dopo riceve l’autorizzazione a predicare.

Per 2 anni Antoinette ha viaggiato dando lezioni, facendo letture sulla Riforma e predicando, e nei suoi discorsi inizia ad introdurre la tematica sui diritti delle donne.

Gli anni passano e il clero Congregazionalista continua ad essere riluttante a ordinare Ministro una donna, finché 3 anni dopoche aveva concluso gli studi, nel 1853, un Ministro della Chiesa Metodista, le concede l‘Ordinazione.

Inizia a svolgere il suo Ministero con entusiasmo, e diventa il primo Ministro donna a celebrare un matrimonio in America.

 

Sebbene preparata e convinta, le difficoltà che incontra Antoinette non sono poche.

Viene apertamente criticata dalle donne della sua Chiesa, evidentemente a lungo condizionate a vedere nel Ministro una figura di “Padre”.

Anche le sue sorelle nella lotta per i diritti delle donne, le danno solo un piccolo sostegno morale ed emotivo, ma non concreto. Due delle sue migliori amiche nel movimento, Lucy Stone ed Elisabeth Cady Stanton, non consideravano utile che le donne spendano tante energie per entrare a far parte di una istituzione così arretrata come la Chiesa.

Antoinette, quindi, si sente molto sola e non ha nessuno che la sostenga e condivida la sua scelta e la sua battaglia.

Il crollo e la crisi definitiva A. l’ha avuta quando è accaduto che nella sua Chiesa sono morti due neonati, e lei non è riuscita a sostenere, come dice la Dottrina,che siccome non erano battezzati, essi sono dannati.

 

Antoinette, dopo solo 10 mesi, si è dimessa da Ministro, motivandolo sia con motivi di salute, che pure c’erano, che esprimendo i suoi dubbi circa la fede all’interno della Chiesa Congregazionalista, e si è ritirata nella fattoria della sua famiglia per un periodo di riposo e di riflessione.

Poco dopo, la sua salute migliora, e inizia a collaborare con Susan Anthony, nella campagna che stava portando avanti nello Stato di NY sui diritti delle donne.

Dedica anche un intero anno (dal 1855 al 56) al lavoro volontario nelle prigioni e periferie di NY, studiando le cause del disordine mentale e sociale dei poveri, e come ne venisseropesantemente condizionate soprattutto le donne.

Nel 1856, quando ha 31 anni, si sposa con Samuel Charles Blackwell, il quale accetta di buon grado e condivide il desiderio di A. di continuare nel suo impegno ecclesiale ed intellettuale.

Antoinettescriverà più tardi che “Samuel stava vivendo una esperienza molto simile alla mia, in un processo che da una prima fase di ortodossia, lo stava portando verso una visione della fede più ottimistica e fiduciosa”.

La coppia vive la maggior parte della sua vita coniugale nelNew Jersey. Hanno 7 figli, dei quali ne sopravvivono 5. Quindi il suo impegno familiare sarà abbastanza gravoso.

 

Nel 1860 Antoinette conosce Olimpia Brown che più tardi diventerà Ministro nella Chiesa Universalista, la quale la invita a fare una lettura e a predicare nel suo College.

Diventano buone amiche, e condividono le frustrazioni e gli ostacoli trovati sul loro cammino in quanto donne all‘interno delle Chiese.

Antoinette appunta un nastro bianco, come quello che lei porta, sul colletto di Olimpia come testimonianza della loro solidarietà.

 

Antoinette trova notevoli difficoltà ad armonizzare il suo impegno di madre e di moglie, con il suo lavoro intellettuale, pur non avendo nessun problema con suo marito, col quale è sempre in sintonia, eche collabora molto nella cura dei 5 bambini.

Scrive A. “ Senza dubbio una madre di famiglia può dedicarsi al suo lavoro professionale , ma non può farsi assorbire completamente da esso, e deve adattarsi a trovare un‘occupazione che sia facilmente conciliabile coi doveri familiari”. Caldeggia “il lavoro part time per le donne sposate, e che i mariti le aiutino nella cura dei bambini e nei lavori di casa”. Rifiutaperò,l’ideache “le donne debbano essere costrette a scegliere tra la vita professionale e quella personale”

Non possiamo omettereche Antoinette, oltre che alla Teologia e al Ministero nella Chiesa, si è anche dedicata a studi e tematiche scientifiche, e ha pubblicato a questo proposito diversi testi.

Nel 1881,quando aveva 56 anni, è stata una delle poche donne del suo tempo, ad essere eletta membro dell’Associazione americana per l’Evoluzione delle Scienze.

Dopo 25 anni delle sue dimissioni da Ministro di culto, nel 1878 Antoinette e suo marito Samuele, si avvicinano alla Chiesa Unitaria americana, nella quale in quello stesso anno, lei viene riconosciuta e ammessa come Ministro. Ma nonostante il suo desiderio e forte volontà si trova nell’impossibilità di svolgere seriamente il suo lavoro a tempo pieno.

Tanti anni dopo, nel 1893 partecipando al Parlamento delle Religioni che si tiene a Chicago, dichiara “le donne sono necessarienel pulpito con tanta forza, così come sono necessarie nel mondo”

 

Nel 1903, quando ha ormai 78 anni, organizza una Associazione della Chiesa Unitaria nel New Jersey, dove svolge per un anno funzione di Ministro. E nel 1908 viene nominata Ministro emerito.

Nel 1920, all’età di 95 anni, riesce con orgoglio ad esercitare per la prima volta il suo diritto di voto.

Muore l’anno successivo a 96 anni.

Antoinette ha saputo, con grandi difficoltà, rompere le prime catene perché altre donne più tardi potessero scioglierle più facilmente.

Anche noi oggi vogliamo offrire alle donne presenti il nastro bianco di Antoinette e di Olimpia come segno di solidarietà e pegno di continuità.