Babu nostu

Scopo di questo lavoro di Pietro Cruccas è rendere la preghiera del Padre nostro più vicina e umana e renderne più partecipata e consapevole la comprensione.


Babu nostu
Matteo 6,9-13


Babu nostu chi ses in celu,
santificheus su nòmini Tuu,
bengat s’urrènniu Tuu,
sa boluntadi Tua fetzaus
in terra e totu
cumenti in celu puru.
Donasi’ dònnia di’
su pani chi si serbit,
e perdona is ofesas nostas
cumenti nosus perdonaus
a chini s'at ofèndiu.
Fai chi no arrueus in su pecau,
ma liberasi’ de su mali.
De Tui est s’urrènniu,
sa potèntzia
e sa gròria po sempri.
Aici siat.

 

Ascolta la musica:

Babu nostu.mp3

 

    Presentazione
Il “Babu nostu” è preghiera universale continuamente echeggiante nelle liturgie cristiane. Ma il fedele si sofferma sul suo significato?
Scopo di questa versione musicata ed in lingua sarda è di renderla ancora più terrena, di stimolarne la comprensione e di farla sentire più partecipata.
Per Martin Lutero il credente ha il dovere di comprendere questa preghiera lasciatogli da Cristo in persona.
L'espressione “Babu nostu” mantiene intatto il rapporto Dio-uomo, consentendo però un'intima confidenza ed un filiale affetto con Dio.
“Chi ses in celu” sottolinea la differenza di rango tra Dio e gli uomini evidenziando inoltre l'opposta condizione nei cieli e sulla terra.
L'attributo “nostu” evidenzia il carattere collettivo della preghiera: Dio è il padre degli esseri umani senza distinzione alcuna.
“Santificheus su nòmini Tuu” è la prima e più importante delle sette richieste in essa contenute: le altre sei deriverebbero da questa (infatti, secondo Lutero, se tale richiesta venisse esaudita si realizzerebbero anche le altre). L'autentica finalità della vita umana è dunque tale santificazione.
Ma l’uomo per eredità adamitica è assolutamente incapace di santificare alcunché; la vita terrena, bestemmia del nome di Dio, non presenterà mai le condizioni per far sì che l'uomo possa santificare il nome di Dio.
In definitiva le richieste del “Babu nostu” sono irrealizzabili.
La loro funzione è essenzialmente quella di far riflettere l'uomo sulla miseria della propria vita, di annullare la già flebile identità umana, di estinguerne ogni felicità terrena.
Solo dopo che questi abbia rinunciato al proprio nome e sia ridotto a nulla, allora interviene la Grazia divina che lo mette nelle condizioni di santificare il nome del Padre, o meglio di far sì che Dio stesso santifichi il Suo nome attraverso lui.