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Pasqua 2005
Stefano Meloni
- accoglienza
- benvenuto ai partecipanti al culto;
- nell’evangelo di Matteo troviamo le parole di Gesù che : “Poiché dove 2 o 3 sono riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro” .Mt 18:20
- la chiesa come assemblea convocata per celebrare il culto
- saluto particolare agli ospiti e al Pastore Marziale e a sua moglie Ada
- introduzione al tema della Pasqua : il profeta Isaia descrive con queste parole la condizione fondamentale dell’umanità : “il popolo che camminava nelle tenebre vede una gran luce….”. Sull’oscurità, quindi splende la luce. Anche nel prologo dell’evangelo di Giovanni l’immagine è la stessa : alle tenebre viene contrapposta la luce che è venuta nel mondo per mezzo di Gesù Cristo. La Parola creatrice è diventata carne e ha abitato untempo fra noi, piena di grazia e verità. A tutti quelli che l’hanno accolto egli ha dato il diritto di diventare figli di Dio. Infatti – commenta Giovanni il Battista – dalla sua pienezza abbiamo ricevuto grazia su grazia. La grande novità annunciata stamane è che alle tenebre più scure, quelle dell’umanità rappresentata dalla morte sulla croce di Gesù, c’è una risposta che è simboleggiata dalla tomba vuota, dalla croce senza più il corpo appeso. I primi credenti compresero che nel Golgota il male era stato reso manifesto nella sua più acuta espressione e condannando Gesù -il giusto per eccellenza- , l’umanità aveva compiuto il gesto estremo della ribellione verso Dio. La luce è venuta nel mondo, ma gli uomini hanno preferito le tenebre alla luce, dice ancora l’evangelista. In fondo nel testo biblico, e più specificamente nel NT, si tratta sempre dello stesso argomento : per questa umanità, nella sua impotenza e nella sua miseria, viene donato Gesù, il Cristo. Egli ristabilisce il patto fra Dio e l’umanità. Come leggiamo nel libro degli Atti degli apostoli, nelle parole di Pietro ai giudei : “ Gesù il Nazareno, uomo che Dio ha accreditato fra voi mediante opere potenti e prodigi e segni, ..voi, per mano di iniqui, inchiodandolo sulla croce, lo uccideste. Questo Gesù, Dio lo ha risuscitato; di ciò , noi tutti siamo testimoni. Egli, dunque, avendo ricevuto dal Padre lo Spirito Santo promesso, ha sparso quello che ora vedete e udite.”.Anche noi, nella scia delle prime comunità formatesi ad opera della testimonianza dei discepoli e per l’opera dello Spirito del Signore, vogliamo attestare la nostra fede nella resurrezione cantando con la musicae le parole dell’inno 175.
- canto dell’assemblea : inno n. 175
- preghiera di adorazione e lode
- interludio musicale con chitarra
- lettura biblica dall’AT : SALMO 16: 5-11 (brano in sottofondo)
- chiusura interludio con chitarra
- canto dell’assemblea : inno n. 108
La fede nasce dall’ascolto della parola predicata
Credere nell’efficacia della parola predicata significa credere nell’efficacia dello Spirito santo.
- lettura biblica:GIOVANNI 20:1-18IL RACCONTO DELLA RESURREZIONE :
- sermone (past. Mario Marziale)
- canto dell’assemblea : inno n. 107
- CENA DEL SIGNORE
- Spiegazione e lettura istituzione : nel ricordo della cena del Signore con i suoi discepoli vi è un elemento essenziale per la fede cristiana : esso è il ricordo di quei gesti di Gesù che fondano la comunità dei credenti, che ne rafforzano l’unità, che sono anche l’invito a credere alle sue parole che promettono redenzione e vita eterna. Dunque prendetene, con spirito di discernimento e con libertà. (Paolo : 1 Corinzi 11: 23-26) “poiché ho ricevuto dal Signore quello che vi ho anche trasmesso..”
- 1° e 2°strofa dell’inno 212
- distribuzione del pane
- Paolo : 1° Corinzi 10:16-17 “ Il calice della benedizione non è forse la comunione con il sangue di Cristo? Il pane che rompiamo, non è forse la comunione con il corpo di Cristo? Siccome vi è un unico pane, noi, che siamo molti, siamo un corpo unico , perché partecipiamo tutti a quell ’ unico pane.”
- Distribuzione del vino
- 3° strofa dell’inno 212
- AVVISI e INFORMAZIONI
- COLLETTA
- canto: Alleluia di origine boliviana
- benedizione finale
La finalità del culto è la testimonianza al mondo, in sé il culto è azione incompiuta e guarda alla missione.
L’invio e la benedizione ricordano alla comunità che ciò che si è vissuto nel culto attende ora concretezza, e si deve misurare con la prova e la durezza della vita quotidiana.
È su questa realtà che viene invocata la benedizione di Dio
La grazia del Signore Gesù Cristo e l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo siano con tutti voi.
Stefano Meloni
30-Mar-2005
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