Interventi

Il culto donne, inserito nelle celebrazioni per i 130 anni di presenza evangelica in Sardegna, ha avuto per titolo "Il nastro bianco" ed è stato dedicato al tema del sacerdozio femminile.


INVOCAZIONE ( Cristina)

INNO….

PREGHIERA (Anna)

 

I PARTE

 

Nelle chiese del protestantesimo storico la presenza delle donne sul pulpito non è più una novità. In questa chiesa ad esempio più volte le donne della comunità sostituiscono il pastore nei culti domenicali e questo avviene già da molto tempo; uno dei primi esempi che molti di noi ricordano con tenerezza e ammirazione è quello della signorina Teresa Piras che con grande autorevolezza nel passato ci illuminava con le sue riflessioni anche in età molto avanzata quando ormai l’andatura era un po’ traballante e la voce non più così ferma.

Domenica scorsa questa comunità si è espressa con favore unanime nei confronti della pastora Antonella Scuderi eforse sarà lei a prendere il posto del nostro attuale pastore che ha terminato il suo mandato.

Nelle chiese battiste sono le comunità che scelgono i propri pastori tra un ventaglio di candidati/e

Attualmente nelle nostre chiese su 35 pastori 12 sono donne. E nelle chiese della FCEI che comprende battisti metodisti, valdesi e altre confessioni, le donne pastore sono 58 e due di esse ricoprono anche le massime cariche di moderatore della Tavola valdese e di presidente dell’Unione delle chiese battiste.

Sembrerebbe così che in ambito protestante si sia giunti a una piena accettazione del pastorato femminile. In realtà non è come sembra: molte comunità infatti sono ancora diffidenti nel prendere in considerazione la possibilità di avere una guida femminile se nondel tutto ostili. ( ad esempio Antonella Scuderi quando è stata contattata dalla commissione per la ricerca del futuro pastore ha chiesto innanzitutto se la comunità vedeva di buon occhio una pastora come sua guida!)

Se guardiamo alla storia ci accorgiamo inoltre che l’accesso delle donneal pastorato in Italia è un fatto piuttosto recente risale infatti al 1967 per le chiese valdesi e al 1979 per le chiese battiste, ma si tratta di qualche eccezione; per avere numeri significativi occorre guardare a questo ventennio.

Se prendiamo in considerazione gli altri paesi e guardiamo alle pioniere del pastorato femminile la prima donna in assoluto è stata la quacchera americana Lucrezia Mott nel 1821 , seguita nel 1853 da Antoinette Brown di cui parleremo ampiamente più avanti.

In Europa le prime chiese che hanno ammesso le donne al pastorato sono state quelle congregazionaliste nel 1919 seguite poi dalle chiese riformate e luterane. I numeri sono ancora piuttosto ridotti infatti è solo dopo gli anni ’50 che sia in America che in Europa le chiese protestanti maggiori cominciano ad ordinare donne al pastorato.

Guardando a questi dati, ma ne vedremo altri ancora di molto significativi, salta agli occhi il fatto che, rispetto alla storia delle chiese protestanti (per non parlare della chiesa cattolica nella quale il sacerdozio femminile sembra ancora un’utopia), la presenza delle donne sul pulpito è un dato recentissimo e con numeri ancora esigui.

Ma è stato così anche per le prime chiese che hanno aderito alla Riforma ?

E tornando più indietro nel tempo, era così anche nel cristianesimo primitivo?

Cosa è che ha impedito ai cristiani e impedisce a molte chiese ancora oggi di accettare le donne come ministri?

Che caratteristiche avevano le chiese che per prime hanno ordinato donne pastore?

Quali percorsi e quali lotte poi hanno fatto le donne per riuscire a far accettare alle proprie chiese questo diritto fondamentale?

Non abbiamo la pretesa in questo culto di dare una risposta a ogni domanda anzi ci siamo accorte che occorre condurre una ricerca e una interpretazione dei materiali, trovati anche con difficoltà ( la gran parte in inglese), che richiede tempi lunghi e fatiche ben più grandi di quelle che abbiamo affrontato finora anche se siamo sicure che un percorso di questo tipo potrà essere senza dubbio appassionante.

Offriremo quindi solo degli spunti di riflessione e un esempio che ci è sembrato significativo che è quello della seconda donna nella storia ordinata pastora, Antoinette Brown.

 

INNO…

LA STORIA DI GENESI 2 (CRISTINA) “ Del come il testo biblico può essere manipolato e interpretato in modo androcentrico”

LETTURE:

contro” : I CORINZI 14:34-35 (Simonetta)

I TIMOTEO 2: 8-15 ( Simonetta)

pro

MARCO16 : 1-10 ( Anna)

GALATI3:28 ( Simonetta)

II PARTE

Cercando di dare una risposta alla domanda : “Cos’è che impedisce ai cristiani e alle chiese di accettare il sacerdozio femminile?”e interrogando, quindi, il testo biblico, troviamo che la vita e le parole di Gesù sono in netto contrasto con l’ordine sociale costituito, tanto che egli si rivolge ai singoli ( maschi e femmine) in un rapporto personale, che afferma la dignità di ciascuno al di là di qualsiasi pregiudizio culturale, sociale o sessuale.

L’annuncio di salvezza viene rivolto a tutti: uomini e donne e sono proprio le donneper prime ad essere testimoni della resurrezione di Gesù come abbiamo letto nell’evangelo di Marco.

E’innegabile che nelle prime comunità di credenti le donne avessero un ruolo importante, attivo di collaborazione e di annuncio dell’evangelo. Le donne erano missionarie, guide della comunità, accoglievano nelle loro case le assemblee dei credenti.

E, come abbiamo letto, si capisce anche che proprio in quelle prime comunità ci fossero delle resistenze ad accettare questo ruolo delle donne e anzi ci fossero dei tentativi di limitarle e riconfinarle negli spazi angusti ( la sfera domestica ad esempio) cui erano destinate dalla società e dalla cultura del tempo.

La I lettera di Timoteo verso la fine del primo secolo d.C. dicendo che le donne non devono insegnare, che devono stare in silenzio ci indica che in quel periodo le donne facevano proprio questo:predicavano e insegnavano con la stessa autorità degli uomini!

La Parola che aveva una spinta netta verso l’uguaglianza tra uomini e donne sembrava destinata già in questo I secolo a essere ricondotta verso un canale che decretava l’egemonia maschile.

Nelle scritture vi è dunque una contraddizione di fondo da una parte vi è un messaggio di emancipazione, di uguaglianza e di libertà, dall’altro la tendenza all’emarginazione delle donne , alla limitazione del loro protagonismo.

Per quanto riguarda il pastorato femminile la storia della chiesa sembra proprio segnata da questa contraddizione.

Ci furono movimenti ereticali che diedero spazio alle donne nella predicazione enell’evangelizzazione (catari e albigesi per citarne alcuni),ma che anche proprio per questo non sopravvissero alle pressioni e alle persecuzioni del clero dominante.

Altre chiese come quella valdese, metodista e battista (in tempi diversi) riuscirono a sopravvivere grazie alla loro progressiva istituzionalizzazione per la quale via via venne meno la presenza delle donne da protagoniste.

In altri termini, se inizialmente in queste chiese le donne predicano e rivestono un ruolo autorevole, quando queste stesse chiese devono integrarsi nella società ecco che rinunciano drasticamente al ministero femminile.

L’ordine sociale patriarcale condiziona pesantemente le realtà ecclesiastiche.

Nonostante ciò molte donne sono partite proprio dalle loro esperienze di membri di comunità cristiane, dalle loro chiese per cominciare una lotta di rivendicazione dei diritti civili epolitici .

La fede cristiana lungi dal costituire un ostacolo alla loro emancipazione sembra essere stata la base da cui sono partite.

Certo, così come vedremo nella storia di Antoinette Brown, le comunità e, ahimè, le stesse sorelle, non furono tenere nei confronti di queste prime femministe, tuttavia è da sottolineare che comunque alcune di esse in queste chiese protestanti di tipo congregazionalista, ossia con un ordinamento democratico, trovarono col tempo risposte alle loro rivendicazioni di carattere religioso: la Brown stessa ad esempio divenne pastora.

 

Se partiamo dunque dalla constatazione che l’ordine sociale ha condizionato pesantemente la storia delle chiesenon possiamo d’altra parte negare che vi è stata anche una tendenza opposta .Qui in Italia ci è evidentissimo se prendiamo come esempio la chiesa cattolica, ma possiamo sostenere che ciò si è verificato anche nei paesi a maggioranza protestante.

Che le chiese e le fedi religiose influenzino la società oggi ci è ancor più chiaro se guardiamoai paesi islamici specie quelli più integralisti dove la condizione della donna è drasticamente precipitata verso la negazione e l’oppressione anche in luoghi, pensiamo all’Afghanistan , dove non molto tempo fa le donne frequentavano le università, e circolavano per le strade senza i burca.

Indignarci per queste situazioni, osservarne i limiti e criticarle ci è più facile.

Tacciare queste culture di arretratezza e di “primitivismo”nonè però un soffermarci se non proprio sulla pagliuzzadell’altro quanto meno sulla sua TRAVE senza prendere in minima considerazione la nostra?

 

LETTURE CONQUISTE DONNE

 

III PARTE

A leggere questi dati vediamo con chiarezza come le conquiste fatte dalle donne dopo lunghe lotte per l’ emancipazione e per i diritti, siano riferibili a un periodo che rispetto alla storia dell’umanità è un’ inezia : le conquiste più importantiche si sono radicate diffusamente nei paesi cosiddetti occidentali risalgono infatti solo alla metà del XX secolo !!!!

E se dal femminismo in poi molte cose per le donne sono cambiate, siamo sicuri/e che quelle conquiste siano diventate stabili nelle nostre società???

Basta immaginare alcuni scenari della nostra vita quotidiana, dai luoghi della politica ai media, alle pubblicità dove o c’è la pressoché totale assenza delle donne o laloro presenza è ridotta esclusivamente nei confini di corpi giovani, belli, ammiccanti…per rispondere che no, quelle conquiste non sono affatto diventate stabili.

Per tornare alle nostre chiese, anche qui come abbiamo visto all’inizio, i tempi delle conquiste sono molto recenti e ancora poche sono le donne alla guida delle chiese.

Cosa possiamo fare allora per cambiare le cose? Cosa possiamo fare noi donne cristiane?

Se, nel passato, le nostre sorelle che pure vivevano in climi culturali ben più maschilisti dei nostri sono riuscite nelle loro comunità,grazie alla loro fede in quel Gesù di Nazaret che si è rivolto a loro come persone con piena dignità,a trovare la spinta per cambiare un ordine sociale e religioso che non prevedeva uno spazio di visibilità per le donne,

se loro sono riuscitea cambiare qualcosa nonostante le grandi barriere che avevano davanti e intorno,

anche noi, grazie al loro esempio, grazie a quel messaggio che ha parlato a loro e continua a parlare anche a noi, possiamo fare qualcosa.

Dobbiamo guardare avanti e rimboccarci le maniche , aprire le nostre menti e i nostri cuori, aguzzare l’ingegno per noi stesse per le nostre figlie per le nostre nipoti

perché le parole e i gestidi Gesù di allora si traducano in un cambiamento radicale e profondo della nostra vita.

 

LETTURA DELLA STORIA DI ANTOINETTE BROWN ( TERESA)

 

MUSICA E DISTRIBUZIONE DEL NASTRO BIANCO

 

AVVISI E COLLETTA

 

INNO…

BENEDIZIONE (CRISTINA

 

 

Bibliografia (riflessione Marcella)

Elisabeth Green “Perché la donna pastore” Claudiana 1996

Cocetta Melchiorre “Donne e cristianesimo: un rapporto conflittuale”Intervento del 30/03/06 da “Il paese delle donne”

Stefania Ponti relazione del convegno “Le donne nelle tre grandi religioni monoteiste”. Torino 5/12/2000

 

 

 

 

    Un cammino, non un traguardo

Cosa è che ha impedito ai cristiani e impedisce a molte chiese ancora oggi di accettare le donne come ministri?

Che caratteristiche avevano le chiese che per prime hanno ordinato donne pastore?

Quali percorsi e quali lotte poi hanno fatto le donne per riuscire a far accettare alle proprie chiese questo diritto fondamentale?

Non abbiamo la pretesa in questo culto di dare una risposta a ogni domanda anzi ci siamo accorte che occorre condurre una ricerca e una interpretazione dei materiali, trovati anche con difficoltà ( la gran parte in inglese), che richiede tempi lunghi e fatiche ben più grandi di quelle che abbiamo affrontato finora anche se siamo sicure che un percorso di questo tipo potrà essere senza dubbio appassionante.

 

Durante il culto sono state lette una meditazione sul libro della Genesi, una biografia e alcune cronologie delle conquiste delle donne dal Settecento ad oggi:

Meditazione sulla Genesi

Antoinette Brown

Chiesa

Diritti

Istruzione

Voto