Dichiarazione di Barmen (1934)
Dichiarazione teologica concernente la situazione della Chiesa
evangelica tedesca, approvata nel 1934 dai delegati delle 29 chiese
evangeliche regionali tedesche, riuniti a Barmen per un “Sinodo
confessante della Chiesa evangelica” , in risposta alle pressioni
esercitate sul protestantesimo tedesco dal regime nazionalsocialista.
Dichiarazione teologica sulla situazione presente della Chiesa
Evangelica Tedesca
La Chiesa Evangelica Tedesca, in base alle parole iniziali della sua
costituzione dell’il luglio 1933, è una Lega di chiese sorte dalla
Riforma, aventi una confessione di fede ed esistenti l’una accanto
all’altra sullo stesso piano. La premessa teologica che unisce
insieme tali chiese è contenuta negli articoli 1 e 2,1 della
costituzione della Chiesa Evangelica Tedesca, costituzione
riconosciuta dal governo del Reich il 14 luglio 1933: Art. 1:11
fondamento intoccabile della Chiesa Evangelica Tedesca è l’Evangelo
di Gesù Cristo, attestatoci nella Sacra Scrittura e riportato alla
luce dalle confessioni di fede della Riforma. I poteri di cui la
chiesa ha bisogno per svolgere la sua missione vengono precisati e
circoscritti dall’Evangelo stesso. Art. 2,1: La Chiesa Evangelica
Tedesca si articola in chiese (chiese regionali). Noi qui riuniti
come Sinodo confessante della Chiesa Evangelica Tedesca,
rappresentanti di chiese luterane, riformate ed unite, di liberi
sinodi, convegni e gruppi ecclesiastici, dichiariamo di trovarci
uniti insieme sul terreno della Chiesa Evangelica Tedesca intesa
come Lega di chiese tedesche aventi una propria confessione di fede.
Quel che ci tiene uniti è perciò la professione di fede nell’unico
Signore della chiesa una, santa, universale ed apostolica.
Pubblicamente, davanti a tutte le chiese evangeliche della Germania,
dichiariamo che l’unità di questa professione di fede, e quindi
anche l’unità della Chiesa Evangelica Tedesca, è messa seriamente in
pericolo dal modo di agire e dagl’insegnamenti propri del partito
ecclesiastico dominante dei Cristiani Tedeschi e del governo
ecclesiastico da essi espresso. In questo primo anno di esistenza
della Chiesa Evangelica Tedesca tale pericolo è apparso sempre più
evidente. La premessa teologica su cui si fonda l’unità della Chiesa
Evangelica Tedesca è stata continuamente e fondamentalmente
contrastata e resa inoperante, mediante ricorso a postulati di altro
genere, tanto da del capo e portavoce dei Cristiani Tedeschi, o da
parte dello stesso governo ecclesiastico. Se questi altri postulati
diventano determinanti, allora - secondo tutte le confessioni di
fede vigenti tra di noi - la chiesa cessa di esser chiesa? Se sono
essi a valere, allora anche l’esistenza della Chiesa Evangelica
Tedesca come lega di chiese confessanti diventa intimamente
impossibile.
Ci è dunque consentito ed imposto, come membri di chiese luterane,
riformate ed unite, di esprimerci unitariamente ed in comunione gli
uni con gli altri su questa materia. Appunto in quanto siamo e
desideriamo restare fedeli alle nostre diverse confessioni di fede,
non ci è consentito tacere. In questo tempo di difficoltà e
disorientamento per tutti, crediamo che ci venga data una parola da
spendere in nome di tutti. Ci rimettiamo a Dio per tutto ciò che
tale parola potrà significare circa il rapporto reciproco delle
chiese confessanti tra di loro in relazione alla loro
confessionalità.
Di fronte agli errori dei Cristiani Tedeschi e dell’attuale
dirigenza ecclesiastica del Reich, errori che devastano la chiesa e
quindi provocano anche la disunione della Chiesa Evangelica Tedesca,
ci riconosciamo nelle seguenti verità evangeliche:
1. "Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se
non per mezzo di me" (Giov. 14,6). "In verità, in verità vi dico:
chi non entra nella stalla delle pecore per la porta, ma da qualche
altra parte, quello è un ladro e un assassino. Io sono la porta: chi
entra attraverso di me, sarà salvo" (Giov. 10,1.9).
Gesù Cristo, cosi come ci viene attestato nella Sacra Scrittura, è
l’unica parola di Dio. Ad essa dobbiamo prestare ascolto; in essa
dobbiamo confidare e ad essa dobbiamo obbedire in vita ed in morte.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa, a fianco e al
di là di quest’unica parola, potrebbe e dovrebbe usare come base
della propria predicazione anche altri eventi e forze, figure e
verità, riconoscendo loro il carattere di rivelazione di Dio.
2. "Gesù Cristo ci è stato fatto da Dio sapienza e giustizia e
santificazione e redenzione" (I Cor. 1,30).
Come Gesù Cristo rappresenta la grazia senza condizioni del perdono
di tutti i nostri peccati, così, con uguale serietà, egli è
l’espressione della forte pretesa che Dio fa valere nei confronti di
tutta la nostra vita. Per mezzo suo ci accade di sperimentare una
felice liberazione dagli empi legami di questo mondo per un libero,
riconoscente servizio alle sue creature.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui ci sarebbero settori
della nostra esistenza nei quali non apparterremmo a Gesù Cristo ma
ad altri signori; settori, in cui non ci sarebbero necessarie la sua
giustificazione e la sua santificazione.
3. "Siate al servizio della verità nell’amore e in tal modo crescete
sotto ogni aspetto verso quello che è il capo, Cristo, a partire dal
quale tutto il corpo è collegato insieme" (Efes. 4,15-16).
La chiesa cristiana è la comunità di fratelli in cui Gesù Cristo
nella parola e nel sacramento mediante lo Spirito Santo agisce in
modo presente come il Signore. Essa ha da testimoniare con la sua
fede come con la sua obbedienza, con il suo messaggio come con il
suo ordinamento, in mezzo al mondo del peccato come chiesa dei
peccatori perdonati, che essa è soltanto sua proprietà e che vive e
desidera vivere soltanto della sua consolazione e della sua
direttiva, nell’attesa della sua manifestazione.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui chiesa potrebbe lasciar
determinare la forma proprio messaggio e del proprio ordinamento da
proprie preferenze o dal variare delle convinzioni ideologiche e
politiche di volta in volta dominanti.
4. "Voi sapete che i principi delle nazioni le signoreggiano e che i
grandi le sottomettono al loro dominio. Ma non è così tra voi; anzi,
chiunque vorrà esser grande fra voi, sarà il vostro servitore"
(Matteo 20,25-26).
I diversi ministeri nella chiesa non legittimano alcuna supremazia
degli uni sugli altri, bensì sono alla base dell’esercizio del
servizio affidato e comandato a tutta la comunità.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui la chiesa potrebbe darsi
o permettere che le vengano dati dei capi di tipo particolare muniti
di autorizzazione all’esercizio di un potere che esula dal servizio
stesso della chiesa.
5. " Temete Iddio, rendete onore al re" (I Pietro 1,17).
La Scrittura ci dice che lo stato, per divina disposizione, nel
mondo non ancora redento, nel quale anche la chiesa si trova, ha il
compito - per quanto rientra nelle prospettive e nelle possibilità
umane e senza escludere la minaccia e l’uso della forza - di
provvedere al diritto e alla pace. La chiesa, con gratitudine e
timore verso Dio, riconosce il beneficio di questa disposizione
divina. Essa fa appello al regno di Dio, al suo comandamento ed alla
sua giustizia e perciò ricorda ai governanti ed ai governati le loro
responsabilità. Essa si affida ed obbedisce alla potenza della
parola mediante la quale Dio regge ogni cosa.
Respingiamo la falsa dottrina secondo cui lo stato, al di là del suo
compito particolare, dovrebbe e potrebbe diventare il solo e totale
ordinamento della vita umana tanto da assolvere anche funzione cui è
destinata la chiesa.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui chiesa, al di là del suo
compito particolare, dovrebbe e potrebbe attribuirsi caratteri,
compiti dignità propri dello stato, tanto da diventarne essa stessa
uno degli organi.
6. "Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine dell’età
presente" (Matteo 28,20). "La parola di Dio non è incatenata" (II
Tim. 2,9).
Il compito della chiesa, fondamento della s libertà, consiste nel
rivolgere a tutto il popolo, luogo di Cristo e dunque a servizio
della sua parola e della sua opera, per mezzo della predicazione e
dei sacramenti, la notizia della libera grazia Dio.
Respingiamo la falsa dottrina, secondo cui chiesa, agendo con umana
arroganza, potrebbe porre la parola e l’opera del Signore al
servizio di qualche desiderio, obbiettivo o piano, corrispondente
alle sue autonome scelte.
“Verbum Dei manet in aeternum”.
(trad. Sergio Rostagno) |