Messaggio della FDEI

La Federazione delle Donne Evangeliche in Italia ha inviato alle chiese questa riflessione in occasione dell'8 marzo.


La Federazione delle donne evangeliche in Italia (FDEI) in occasione della giornata della donna che si celebra l’8 marzo invita le donne e gli uomini delle chiese evangeliche a dedicare uno spazio nel culto di domenica 10 marzo (o di sabato 9 marzo per chi ha il culto in questo giorno) per riflettere sulla condizione della donna a partire dalla famiglia, senza scordare il mondo del lavoro, la società e la politica. In proposito la Fdei si rallegra che in quest’ultima consultazione elettorale, dai risultati complessi, ci sia stato un aumento della presenza delle donne nel Parlamento, anche nella speranza che le donne elette possano portare concretamente avanti politiche che non dimentichino le donne.
Ha scritto una donna evangelica: “vorrei svegliarmi e non sentire le tanti voci che parlano di violenza sulle donne. Ma la realtà è cruda e dobbiamo ogni volta raccogliere i cocci e riprovare a ricostruire”. Ecco l’invito che FDEI rivolge alle chiese evangeliche è di impegnarsi per “riprovare a ricostruire” una relazione diversa tra donne e uomini, che da un lato costruisca una reale parità e dall’altro valorizzi i doni e le diversità di ciascuno e ciascuna.
È indubbio che a partire dalla seconda metà del secolo scorso, le donne hanno percorso un lungo tratto del cammino verso la parità. Normalmente in occasione dell’8 marzo se ne esaltano le conquiste, ma bisogna anche restare vigili e seguitare a lavorare con tenacia perché il cambiamento sia profondo, duraturo e irreversibile. Soprattutto in un periodo in cui il femminicidio è in aumento, non solo in Italia. Non a caso le Nazioni Unite hanno consacrato l’8 marzo 2013 a realizzare una promessa: agire per mettere fine alla violenza contro le donne. 
Tutte e tutti dobbiamo impegnarci in questo: infatti la violenza domestica (e non solo il femminicidio) è la punta dell’iceberg di una relazione tra donne e uomini ineguale che va ripensata e modificata. Serve un cambiamento culturale profondo nel concepire le relazioni tra i generi. 
Ed è su questo piano che la Fdei ritiene che le chiese evangeliche possano intervenire, portando anche un contributo per disvelare i retaggi religiosi ed affettivi che le mantengono e rafforzano.
E con questa fiducia che come Fdei ci sentiamo di rivolgerci alle donne e agli uomini delle nostre chiese affinché si sentano sfidate e sfidati a cominciare dalle loro famiglie, dalle chiese e poi nella società (senza dimenticare anche le donne immigrate), a riaprire il dibattito sulla questione femminile, fare un bilancio di dove siamo e di dove vogliamo andare. 
Almeno oggi, 8 marzo! Ma perché no, anche domani e nei giorni a venire.