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Sulla partecipazione del papa Benedetto XVI alla inaugurazione del nuovo Anno accademico all'Università "La Sapienza" di Roma, partecipazione poi annullata in seguito a vivaci proteste, pubblichiamo una riflessione di Vittorio De Palo.


La decisione del rettore della Sapienza di invitare papa Benedetto XVI per l’inaugurazione dell’anno accademico può certamente causare dissenso. Vediamo perché.

Posto che l’anno accademico, con la sua inaugurazione, riguarda tutti i professori e tutti gli studenti che, nel caso di un’ università pubblica, sono di tante e varie religioni, o di nessuna religione, non sono certamente solo cattolici insomma, appare molto singolare che il rettore inviti il papa cattolico di Roma per l’inaugurazione dell’anno accademico.

Appare ugualmente strana la successiva decisione del papa di non accettare più l’invito del rettore a motivo dei dissensi e contestazioni, oltre ai consensi e agli ossequi di molti, che la sua visita e, forse, la sua persona, avrebbero ricevuto. Appare strano perché il papa, come tutti gli uomini, e soprattutto gli uomini pubblici, col proprio ruolo, le decisioni, le posizioni assunte sui più diversi temi, provoca legittimamente sia consensi che dissensi, e non può certo pretendere, fuori dal suo ambiente specifico, di ricevere solo consensi quando decide di rapportarsi al resto della società civile.

Se Benedetto XVI ha invece scelto di non andare per non provocare divisioni, allora ci sarebbero da ricordare le parole di Cristo: io non sono venuto per unire, ma per dividere.

Forse queste parole vogliono dire che l’annuncio della Parola di Dio non provoca uniformità di vedute da parte di tutti, ma scelte diverse su come porsi nei suoi confronti, se aver fede in essa oppure no, quali aspetti personali salvare e quali abbandonare, quali valori seguire, se guardare ai ricchi e ai potenti, quelli che ottengono ossequi quando visitano qualche posto, o se guardare ai poveri e agli umili, come il bambino nella mangiatoia. E questa Parola del Signore, chi è credente, la deve annunciare anche se otterrà dissensi e contestazioni, come successe a Cristo e pure in modo drammatico, pagando cioè con la morte, per amore degli uomini e delle donne. Ma la deve annunciare lasciando a tutti la libertà di non ascoltare, proprio come fece sempre Cristo.

E quindi a questo punto torniamo al concetto di partenza: che centra la predicazione della Parola di Dio da parte di chiunque nel contesto dell’inaugurazione dell’anno accademico di un’ università pubblica?

Vittorio De Palo
19-01-2008