Insediamento della nuova pastora                                                                                                  home

LA CONSACRAZIONE DI CRISTINA ARCIDIACONO A CAGLIARI

 

11 maggio 2008, domenica di Pentecoste. La scelta di questa domenica per la consacrazione al ministero pastorale della nuova pastora della Chiesa Battista di Cagliari non poteva sembrare più indovinata. Il fatto è che nessuno ci aveva pensato. E la stessa presidente dell’Ucebi, la pastora Anna Maffei, si è accorta della coincidenza durante il suo sermone e ne ha immediatamente sottolineato l’importanza e la bellezza. Si, la bellezza di poter pensare che l’inizio di un ministero di servizio per l’opera del Signore possa essere accostato al momento in cui lo Spirito si diffuse sui molti che si accalcavano, quella mattina, a Gerusalemme, e che parlavano capendosi l’un l’altro e comunicavano tra loro le grandi cose che Dio aveva fatto per mezzo di Gesù.

E se il racconto biblico parla di un fuoco che si distribuisce su ciascuno dei presenti, questa immagine esprime con chiarezza che i doni del Signore sono sparsi su tutti e su ciascuno dei membri della chiesa. Ma Pietro si alzò in mezzo a loro e spiegò ciò che non era ancora chiaro per molti. Così, nella riflessione sull’essenza del ministero pastorale, trova spazio la particolare vocazione e l’impegno alla predicazione della Parola, alla sua spiegazione, all’edificazione della Chiesa, allo stimolo per l’ascolto, la preghiera, il consolidamento e il continuo rinnovare la vita comunitaria. Un impegno pastorale da far tremare le vene e i polsi, da vivere con timore e tremore, come tutte le volte che azzardiamo parlare nel nome del Signore.

Nelle parole lette dalla presidente, dal collegio pastorale, dalla comunità riunita, rivolte a Cristina, è stata forte e intensa la promessa della vicinanza, del sostegno morale, materiale e spirituale, dell’amore reciproco. La risposta della nostra pastora, emozionata quanto era forse necessario e inevitabile, era sì un accettare la promessa ricevuta, ma allo stesso tempo un rimettersi umile nelle mani del Signore e dello Spirito che, nella domenica di Pentecoste, si era posato sugli esseri umani come segno di forza, perseveranza e fedeltà di Dio per l’umanità.

Se c’è una frase che può esprimere il sentimento diffuso provato questa domenica, si trova nelle parole di una poesia di Alda Merini che Cristina ha chiesto si leggesse nella prima parte del culto: “…mi ha enormemente sorpreso che da una riva all’altra ci fosse un uomo chiamato Gesù. .. io ti posso parlare di lui. Io lo conosco: mi ha resa giovane e vecchia a seconda delle stagioni, mi ha fatta fiorire e morire un’infinità di volte. Ma io so che mi ama e ti dirò, anche se tu non credi, che si preannuncia sempre con una grande frescura in tutte le membra, come se tu ricominciassi a vivere e vedessi il mondo per la prima volta. È questa la fede, e questo è lui, che ti cerca per ogni dove anche quando tu ti nascondi per non farti vedere.”.

Una grande frescura in tutte le membra. Questo il sentire comune, il pensiero e la sensazione non solo intellettuale, ma piuttosto sensibile, come quando qualcosa ti tocca da vicino e ti fa stare bene e devi prendere fiato. Così per tutti e tutte noi presenti.

Il resto del culto è andato al di là di ogni tempo previsto, il coro ecumenico (quanti cattolici presenti!) ci ha guidato nel canto e accompagnato dopo la benedizione finale. L’agape fraterna ha concluso l’appuntamento con la consacrazione della nostra pastora Cristina Arcidiacono.

Inizia così il suo ministero in Sardegna, terra di antica predicazione evangelica, dove il Signore in cui crediamo non ha nascosto il suo volto e per la quale rivolge ancora una vocazione a servirlo.

 

Stefano Meloni