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Sermone di Paolo Meloni del 7 Ottobre 2007


La lotta del cristiano con DIO

1 Allora Giobbe rispose e disse:
2 «Fino a quando mi affliggerete
e mi tormenterete con i vostri discorsi?
3 Sono già dieci volte che m'insultate
e non vi vergognate di malmenarmi.
4 Ammesso pure che io abbia sbagliato,
il mio errore concerne me solo.
5 Ma se proprio volete insuperbire contro di me
e rimproverarmi la vergogna in cui mi trovo,
6 allora sappiatelo: chi m'ha fatto torto
e m'ha avvolto nella sua rete è Dio.
7 Ecco, io grido: "Violenza!" E nessuno risponde;
imploro aiuto, ma non c'è giustizia!

Giobbe 19:1-7

 

Ha suscitato grande sorpresa e sconcerto in alcuni ambienti, la notizia che Madre Teresa di Calcutta,ha scritto in circa 66 anni della sua vita di apostolato, alle sue superiore e sorelle, delle lettere, che rivelano i suoi tormenti sulla fede.

Lei avrebbe voluto che fossero distrutte, invece saranno pubblicate in un libro intitolato “Mother Teresa:come be my light ( Madre Teresa: vieni e sii la mia luce) .

Madre Teresa, una figura della Chiesa che ha versato diverse lacrime, testimoniando una profonda e impensabile crisi religiosa; si racconta che la suora agonizzante nello spirito, piange e chiede,:

. “Signore, mio Dio, perché mi hai abbandonato? Io ero la figlia del tuo amore, divenuta ora la più odiata, quella che tu hai respinto, che hai gettato via come non voluta e non amata. Dov’è la mia fede? Ho dentro di me tante domande senza risposta che temo di rilevarle per paura di dire una bestemmia. Se ciò accadrà, mio Dio, ti prego perdonami.” DIO MIO, DIO MIO, PERCHE’ MI HAI ABBANDONATO.

Frase molto conosciuta per chi legge la Bibbia. Negli Evangeli di Marco al cap. 15 v.34 e Matteo Cap.27 v.46,viene riportata la stessa frase pronunciata da Gesù prima di morire in croce.

 

Perché Gesù, pronuncia questa frase? Era stato mandato dal Padre per salvare il mondo dal peccato, ma era diventato uomo con tutte le debolezze e sofferenze del corpo, e sulla croce, Lui sentiva il dolore di ogni uomo agonizzante e deriso dagli uomini. E lottava col padre,” perché Padre, proprio a me tanto dolore.?”

Ma sentiamo ancora qualche scorcio di lettera scritta da Madre Teresa. “Sento aridità, oscurità, solitudine: Avverto silenzio e vuoto intenso dentro di me. Soffro per il cercare e non trovare Cristo, per l’ascoltare senza udire.Il sorriso è una maschera o un mantello che copre ogni cosa”

In quelle lettere dichiarava smarrimento interiore e chiedeva aiuto. Riusciva a dare forza agli altri ma non ne trovava abbastanza per se stessa.

Queste lettere sono venute fuori, al compimento dei dieci anni della sua morte (che è caduto il 5 settembre 2007,) e proprio alla vigilia del processo di canonizzazione che sta per proclamarla santa.

La suora più famosa del mondo, premio Nobel per la pace nel 1979 e beatificata da Giovanni Paolo II,il 19 ottobre 2003, alla quale sono stati attribuiti pure alcuni miracoli, cercava Dio ogni giorno, con tutta se stessa ma non lo trovava più. Sorrideva e trasmetteva fede e speranza, però nel suo cuore c’era il tormento. Un diario dell’anima lungo più di mezzo secolo,dove Madre Teresa confessa la propria infelicità per il “ vuoto intenso” che sente dentro di sé. Un deserto senza luce.

Diventata in tutto il mondo un icona di santità e di altruismo, quasi si vergognava negli ultimi anni della sua vita di quelle lettere, testimoni di dubbi che lei non avrebbe mai voluto avere e che le procuravano un angoscia infinita. Desiderava, e lo aveva detto chiaramente, che fossero distrutte, ma non è stata accontentata.

Ancora un altro passo di una sua lettera: “ C’è tanta contraddizione nella mia anima, un profondo anelito a Dio, così profondo da far male; una sofferenza continua, e con ciò il sentimento di non essere voluta da Dio, respinta, vuota, senza fede, senza amore, senza zelo….” Il Cielo”- afferma

Madre Teresa-“ non significa niente per me; mi appare un luogo vuoto!

 

Secondo Padre Brian l’autore del libro, che ora vive in Messico ed è pure postulatore della causa di canonizzazione della religiosa,con tale decisione, ha voluto dimostrare che le parole, sono parole sue“ è stata ancora più grande” perché ha vissuto i suoi dubbi e le sue lacerazioni interiori come

“ una sfida posta dalla fede”.Madre Teresa,insomma, doveva combattere contro i mali del mondo, ma anche e soprattutto contro la parte più difficile che doveva affrontare da sola e in segreto.

“Il mondo” spiega padre Brian “ la considera una santa,per quanto ha fatto per gli altri per quanto ha dato di se stessa. Queste lettere raccontano il suo aspetto umano, la profondità dei valori ai quali

si è ispirata, la sua capacità di affrontare le situazioni più difficili senza arrendersi mai.

“Le vere battaglie sono quelle che si combattono dentro di noi. Lei ha avuto momenti di grande disperazione e di grande paura quando cercava Dio senza riuscire a trovarlo”. (continua sempre padre Brian)

“Questi scritti che nascono dal cuore, servono anche ad indicare agli altri membri dell’Ordine la

strada giusta per gestire i momenti di buio e di crisi spirituale che, quasi sempre arrivano nel corso di una vita dura dedicata interamente ai poveri.”

Una vita tormentata, a totale disposizione dei poveri più poveri, e la sua era in continua altalena fra momenti di grande fede, per poi precipitare nel più nero sconforto; soleva riconoscere “di essere ripiombata nell’oscurità”.

 

Ricevette il premio Nobel, ma si rifiutò di partecipare al banchetto tradizionale in onore dei vincitori

E chiese che i seimila dollari così risparmiati fossero destinati ai suoi poveri di Calcutta, che con quella cifra avrebbero potuto essere sfamati per un anno intero. Inutile dire che i dibattiti e le interviste si sprecano, In televisione e in radio.In un intervista allo stesso Padre Brian, attaccato e criticato da chi lo accusa di aver voluto creare un businnes, si difende dicendo che Madre Teresa ne esce rivalutata da queste lettere, nei suoi dubbi a riguardo della fede, dimostrava proprio la sua sofferenza, sofferenza nella fede, e questo la rafforzava, ingigantiva la sua figura.

Gli atei, non si affliggono per l’assenza di Dio, per Madre Teresa, questa era la prova più terribile che potesse vivere, e in questa sofferenza sta proprio la sua immensa grandezza.

Lei stessa afferma che “ questa notte oscura dello spirito, conviveva stranamente con una pace e una felicità “ che lei stessa, diceva che “non avrebbe scambiato con nessun altro al mondo.”

Così a freddo, a noi credenti, questa notizia ci scandalizza, ci lascia quasi increduli.

Come è possibile che una donna con un carisma simile, possa avere dei dubbi sull’esistenza di Dio.

Le prove che la vita ci riserva ( e chi non ne ha avuto momenti difficili) ci fanno sorgere nella nostra mente un turbinio di dubbi.

Ricordo che quando morì Marco, forse per consolarmi, mi fu detto “DIO NON ESISTE”, come se, questa frase potesse alleviare il mio stato d’animo, ed a ben pensarci, un fatto del genere; la perdita di un figlio, all’ateo procura lo stesso dolore , la vita viene stravolta allo stesso modo del credente !!,ma non si crea in lui, non diventa realtà quella lotta con Dio, quella rabbia che si prova nei confronti di Dio: e ricorre sempre la tragica domanda, perché a me, perché proprio a me.?

 

Domanda che rimane tragicamente sempre senza risposta. E allora ti attacchi maggiormente alla Fede per trovare la risposta, capire perché ti è successo questo.

Ma non è solo la perdita di un nostro caro, che mette a dura prova la nostra fede.

Una malattia, una brutta malattia, ci mette davanti a una realtà terribile, ci viene detto che probabilmente (si probabilmente, una parola che dovrebbe addolcire la cruda realtà)la nostra salute non è delle migliori e dobbiamo farci coraggio. Facile a dirsi, difficile da accettare da chi è sottoposto a una dura prova. Un parente cerca sempre di minimizzare la gravità del male del proprio caro malato, ma non sempre il malato accetta questa situazione, perché capisce che è semplice pietismo.

Ancora la nostra fede viene messa alla prova quando ci sono le guerre emuore tanta gente innocente , anche allora il nostro cuore sanguina, anche se il nostro dolore è proporzionale alla distanza dove è scoppiata la guerra, è proporzionale al colore della pelle, è proporzionale all’appartenenza di un credo che ci appartiene. (E qui divago un po’.!)

Facciamo alcuni esempi: notizie del telegiornale, oggi in IRAK in diversi attentati sono morti 54 curdie 3 militari americani,”(nostro commento) poveri ragazzi mandati a combattere una guerra crudele, 3 americani dilaniati che si aggiungono alle migliaia già morti.

Sono stati uccisi 2 missionari Evangelici nelle Filippine, la polizia nel tentativo di liberarli ha perso 6 uomini e ucciso 12 guerriglieri, “ ( nostro commento) certo che questi missionari sono dei veri martiri.

 

Ancora la nostra fede viene messa alla prova, quando i telegiornali o i giornali ci comunicano che tutti i giorni muoiono migliaia di bambini africani,indiani, brasiliani di stenti, uccisi,violentati

Ma le notizie scorrono veloci nella nostra mente, ma se succede ad un bambino bianco, italiano, sardo, Cagliaritano o addirittura del nostro quartiere, il nostro orrore cresce.

 

Tutti eventi che mettono a dura prova la nostra fede.

Nella Bibbia troviamo esempi di perdita della fede, un esempio che ci dimostra chel’uomo davanti alle difficoltà della vita rinnega l’esistenza di Dio e cerca degli Idoli da adorare. In Esodo al cap.32, ci viene raccontato l’episodio del vitello d’oro, perché il popolo sente lontano la presenza di Dio.

Ai nostri giorni gli idoli prendono posto nel cuore delle persone,colpite da dispiaceri di vario genere.

Le persone cercano sollievo alla disperazione, rifugiandosi nell’alcool,nelladroga,rivolgendosi

ai guaritori, idoli contemporanei che danno un sollievo effimero.

Ma la lotta con Dio è quasi naturale, quando hai fede, ma senti che la tua mente non arriva a capire i dispiaceri e le lotte che la vita ti riserva, la lotta di Dio è quasi naturale quando durante lo scorrere della tua vita, gli eventi ti portano a vedere intorno a tetanta cattiveria, tanta miseria, tanta sofferenza, tanta ingiustizia. Ve l’ho gia raccontato l’episodio che ho vissuto nel villaggio vicino alla missione, lo chiamerò l’episodio delle banane…. (Racconto dell’episodio.) Questa esperienza è soltantoun granello di sabbia nei confronti di quello che madre Teresa doveva affrontare ogni istante della sua vita, quanta miseria, quanto dolore, quante persone ha visto distrutte dalle malattie, dall’AIDS dalla LEBBRA,QUANTE PERSONE SONO MORTE NELLE SUE BRACCIA.

Questo succedeva a Madre Teresa.

Anche Giobbe lottava con Dio, al cap.19 v.6 leggiamo “ allora sappiatelo: chi m’ha fatto torto e m’ha avvolto nella sua rete è Dio. Ecco, io grido: “ VIOLENZA! “ e nessuno risponde; imploro aiuto, ma non c’è giustizia, ! Dio m’ha sbarrato la via e non posso passare, ha coperto di tenebre il mio cammino.”E continua ancora per un bel po’ con i suoi lamenti,ma se andiamo avanti con la lettura di Giobbe al Cap. 26vv.13.14.15, leggiamo : “ Al suo soffio il cielo torna sereno, la sua mano trafigge il drago fuggente.

Ecco, questi non sono che gli estremi lembi della sua azione.

Non ce ne giunge all’orecchio che un breve sussurro,

ma il tuono delle sue potenti opere chi può comprenderlo? “

 

Come possiamo constatare , nel credente è quasi normale che esistano momenti di sconforto

causati dagli eventi che la vita ci riserva, ma questi momenti di sconforto, scompaiono quando il soffio di Dio soffia potente nel nostro cuore e nella nostra mente.

 

 

In un incontro ecumenico del 25 aprile del 1999 tenuto nella cripta S.Restituta (che durante la guerra servì come rifugio) nel quartiere di Stampace, in Via S.Efisio, ci riunimmo per pregare per la pace; non so se era già scoppiata la guerra nei balcani, oppure si paventava un attacco, di sicuro c’erano già stati episodi di pulizia etnica.

Ricordo che siamo scesi in una scala ripida, scavata nella roccia e ci siamo ritrovati immersi in un atmosfera magica. C’era un discreto gruppo dellanostra comunità, un bel gruppo di cattolici,alcuni fratelli ortodossi.

Nel programma della serata oltre che riunione di preghiera per la pace c’era in programma anche dei canti da parte del coro ecumenico. La cripta era illuminata con le candele, insomma si palpava visibilmente il momento magico che dovrebbe essere sempre presente durante le riunioniecumeniche.

Il coro ecumenico completava l’atmosfera magica,fra una testimonianza e l’altra, una preghiera silenziosa o declamata a voce alta.

Preso dalla particolare atmosfera, scrissi una preghiera su un foglio di carta per non rischiare di sbagliare, una preghiera che probabilmente sentivo viva dentro di me dato il particolare momento dettato dallo scoppio della guerra, una preghiera che avevo elaborata con il pensiero precedentemente alla riunione di preghiera e poi avevo scritto. A casa poi il giorno dopo la riportai sul computer e oggi l’ho rispolverata trovandola più attuale che mai, evidentemente noi, uomini e donne non cambiamo facilmente certe abitudini a cominciare dalla guerra per finire nelle piccole cose quotidiane,

la leggo integralmente:--” O SIGNORE ONNIPOTENTE, MI RIVOLGO A TE, PERCHE’ IL GRIDO DI PACE E DI GIUSTIZIA DA NOI RIVOLTA AI POTENTI, SEMBRA SVANITA NEL NULLA, E TI CHIEDO , “ DOV’E’ LA GIUSTIZIA DEGLI UOMINI

LA GIUSTIZIA DEI POTENTI, LA TUA GIUSTIZIA?

E MI SANGUINA IL CUORE SENTENDO CHE NESSUNA RISPOSTA ARRIVA ALLE NOSTRE GRIDA DI DOLORE. SIGNORE DOV’E’ LA TUA GIUSTIZIA?

MA PRIMA DI SENTIRMI IN COLLERA CON TE O SIGNORE VOGLIO FARE ALCUNE CONSIDERAZIONI A VOCE ALTA, PERCHE’ A VOLTE CHIEDIAMO LA GIUSTIZIA A TE, MA NOI FACCIAMO POCO PER MERITARLA.

 

E VOGLIO COMINCIARE CON PICCOLI ESEMPI, DEL VIVERE QUOTIDIANO.

 

QUANDO, SAPREMMO DIRE “ BUON GIORNO” COL SORRISO SULLE LABBRA ANCHE A CHI FA FINTA DI NON VEDERCI.

 

QUANDO SAREMMO CAPACI DI AMARE IL NOSTRO PROSSIMO.

 

QUANDO, SAREMMO CAPACI DI AMARE CHI NON HA IL NOSTRO CREDO E LA NOSTRA TENDENZA POLITICA.

 

QUANDO, SAREMMO CAPACE DI AMARE CHI SOFFRE, CHE SIA UN NOSTRO VICINO, UN AMICO, UN NEMICO, UN DIVERSO, UN EXTRACOMUNITARIO, UNA PERSONA HANDICAPPATA E CHIUNQUE ABBIA BISOGNO DI AIUTO.

 

QUANDO,GLI UOMINI E DONNE DI QUALSIASI CETO SOCIALE, DI QUALSIASI RELIGIONE, DI QUALSIASI PARTITO POLITICO, DI QUALSIASI COLORE, POTRANNO SEDERE SULLE STESSE PANCHE DEL TRAM, SULLE PANCHE DI UNA CHIESA, DI UNA SCUOLA.( frase tratta dal famoso discorso di M:L:KING “ I HAVE A DREAM”

Io ho un sogno.)

 

QUANDO, GLI UOMINI E DONNE CAPIRANNO CHE NON E’ CON LA VENDETTA E CON

L’ODIO E LA VIOLENZA CHE SI APPIANANO I DISSAPORI E LE LITI.

 

QUANDO I CAPI DI GOVERNO CAPIRANNO CHE NON E’ CON I CANNONI E CON I MISSILI, (COSI’ DETTI INTELLIGENTI) CHE SI CIVILIZZANO I POPOLI, CHE SI ESPORTANO LE DEMOCRAZIE.

 

QUANDO, SENTIREMMO VERO ORRORE, E NON UN ORRORE DI ROUTINE VEDENDO I CORPI STRAZIATI DALLE BOMBE, O VEDENDO I BAMBINI CHE MUOIONO PER LA FAME E PER LE MALATTIE, PERCHE’ NON HANNO DA MANGIARE E NON HANNO LE MEDICINE PER CURARSI.

 

SOLO ALLORA !!!SOLO ALLORA, SIGNORE,!! PRATICHEREMMO LA GIUSTIZIA UMANA, LA VERA GIUSTIZIA CHE TU O SIGNORE CI HAI INSEGNATO PER MEZZO DEL TUO FIGLIOLO GESU’ CRISTO, SOLO ALLORA TRIONFERA’ LA VERA GIUSTIZIA DIVINA, E SOLO ALLORA POTREMMO SCRIVERE A GRANDI LETTERE LA PAROLA “ PACE”

E LA PAROLA “ AMORE”.

CHE DIO ASCOLTI LE NOSTRE PREGHIERE ….

 

Fin qui la preghiera del 25 aprile del 99, otto anni fa, ma ci chiediamo: sono cambiate le cose?

 

Forse usai un tono di voce, un po’ impostato, ma ripeto, sentivo molto il problema della guerra:come d’altronde la maggior parte di noi.

erano mesi che tutte le persone di buon senso, pregavano per la pace, le case avevano i balconi e le finestre ricoperte di bandiere con la parola PACE, si facevano cortei, nelle chiese si tenevano riunioni di preghiera, la gente si riuniva in piazza per dimostrare contro la guerra, ma la guerra scoppiò con grosse perdite di vite umane.

Al termine della preghiera venni avvicinato da un sacerdote, (credo appartenesse a una chiesa di Selargius, quel sacerdote abbastanza giovane, alto, che frequentava spesso gli incontri ecumenici,)che mi disse, anzi quasi mi rimproverò per quella frase contenuta nella preghiera:“SIGNORE DOV’E’ LA TUA GIUSTIZIA” mi disse che Dio ci ha dato la capacità

di discernimento e sta a noi uomini e donne metterlo in pratica, per cui le colpe di quello che succede nel mondo è solo deciso dalla malvagità degli esseri umani.

Ricordo che anche Sandro, mi disse: sei stato un po’ duro, in questa preghiera.

 

Ci rimasi un po’ male,ma non mi pentii di aver fatto quella preghiera, e riflettendo sull’accaduto mi sono ricordato l’episodio della Genesi, dove, al cap. 3 ci viene raccontato l’episodio dell’albero delle mele,che neanche a farlo apposta ne ha parlato il prete ortodosso, domenica nella chiesa di S.LucaRicordiamolo brevemente.

 

Dio avvisa Adamo ed Eva che tutti i frutti degli alberi del giardino, si possono mangiare, escluso uno di una pianta posta al centro del giardino, dove c’era il frutto proibito, ma il serpente convince la donna che mangiando quel frutto, sarebbero diventati potenti e sapienti come Dio e avrebbero avuto la conoscenza del bene e del male, per cui quando nel mondo succedono cose incomprensibili ai nostri occhi, dobbiamo capire che l’uomo e la donna sono stati messi in guardia da Dio, ma poi loro hanno scelto di discernere il bene o il male.

 

Che conclusione possiamo trarre da questo sermone: traggo una conclusione personale, perché solo ognuno di noi può farlo, nel proprio intimo,perché il nostro rapporto con Dio è un rapporto a tu per tu.

Non ci dobbiamo vergognare,( quando siamo provati da fatti tragici, che fanno parte della nostra vita, che siano lutti, malattie, vediamo ingiustizie, soffriamo per le guerre) di avere una lotta con Dio,perché solo lottando con Dio, dimostriamo di avere fede. L’ateo non bisticcia con Dio. Lo ignora.

Che il Signore ci rafforzi la fede e ci sostenga nelle prove della vita.AMEN