Quale speranza?

Questo sermone è stato pronunciato da Paolo Meloni il 15 febbraio 2009


Dal libro di Ezechiele 37 vv. 15-19. 22-24
15 La parola del SIGNORE mi fu rivolta in questi termini:
16 «Tu, figlio d'uomo, prenditi un pezzo di legno e scrivici sopra: "Per Giuda e per i figli d'Israele che gli sono associati". Poi prenditi un altro pezzo di legno e scrivici sopra: "Per Giuseppe, bastone di Efraim e di tutta la casa d'Israele che gli è associata". 17 Poi accostali l'uno all'altro per farne un solo pezzo di legno, in modo che siano uniti nella tua mano. 18 Quando i figli del tuo popolo ti parleranno e ti diranno: "Non ci spiegherai forse che cosa vuoi dire con queste cose?" 19 tu risponderai loro: Così parla DIO, il Signore: "Ecco, io prenderò il pezzo di legno di Giuseppe, che è in mano di Efraim, e le tribù d'Israele, che sono a lui associate, e li unirò a questo, che è il pezzo di legno di Giuda, e ne farò un solo legno, in modo che saranno una sola cosa nella mia mano".

22 farò di loro una stessa nazione, nel paese, sui monti d'Israele; un solo re sarà re di tutti loro; non saranno più due nazioni, e non saranno più divisi in due regni. 23 Non si contamineranno più con i loro idoli, con le loro abominazioni né con le loro numerose trasgressioni; io li tirerò fuori da tutti i luoghi dove hanno abitato e dove hanno peccato, li purificherò; essi saranno mio popolo e io sarò loro Dio. 24 Il mio servo Davide sarà re sopra di loro ed essi avranno tutti un medesimo pastore; cammineranno secondo le mie prescrizioni, osserveranno le mie leggi, le metteranno in pratica  

Dal Vangelo secondo Giovanni cp.17 vv 8-11
8 poiché le parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che tu mi hai mandato. 9 Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli che tu mi hai dati, perché sono tuoi; 10 e tutte le cose mie sono tue, e le cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. 11 Io non sono più nel mondo, ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi.

 

Dal 18 al 25 Gennaio si è tenuta “ LA SETTIMANA DI ' PREGHIERA PER L'UNITA' DEI CRISTIANI” fra le varie confessioni : Chiesa Cattolica, arcidiocesi di Cagliari. Chiesa Evangelica Battista. Chiesa Avventista, Chiesa Luterana – Chiesa Ortodossa.. Ci sono state 4 riunioni, 3 a Cagliari e una a Quartu S.Elena. C'è stata anche una riunione Ecumenica a Carbonia, in una Chiesa Cattolica e mi è stato riferito che erano presenti circa 250 persone.

Io ho presenziato alla prima riunione, Domenica 18, presso la Chiesa S.SEPOLCRO a Cagliari e devo riconoscere che l'affluenza è stata molto scarsa sia di Cattolici, di Evangelici e delle altre confessioni, e questo non è un buon segno ma l'intervento del parroco locale mi ha colpito favorevolmente, 1° per la facilità della predicazione a braccio,(almeno così sembrava) 2° perché si è basato su alcune frasi tratte da un libro di Bonhoeffer, 3°, perché ha riconosciuto che la gerarchia della Chiesa Cattolica, a volte esagera sulle varie direttive che da' dall'alto e sulle imposizioni del culto Mariano, che a volte prevale sulla figura di Gesù. Mi sono recato venerdì 23 nella Chiesa Avventista di Cagliari, ma sinceramente ho potuto sentire poco, in quanto la sala era veramente gremita ; c'è stata una testimonianza del pastore Avventista, che ha raccontato l'esperienza di un vescovo che ha lavorato in Africa assieme a degli avventisti andando d'accordo su tutto, senza barriere di religione.

Si parla spesso delle difficoltà del cammino ecumenico, ed è ammirevole che alcuni Cristiani si impegnino di unire sotto un'unica fede persone di diversi credi religiosi .

 

Il frère Roger,fondatore della comunità di Taizé diceva: “ Una volta al mese o al trimestre, invitiamo gli abitanti della nostre città, dei nostri villaggi o delle nostre regioni ad una <veglia di riconciliazione>.

Non sprechiamo più tante energie nelle opposizioni fra Cristiani,ritroviamoci più spesso alla presenza di Dio nell'ascolto della parola, nel silenzio, nella lode. Aumenterà allora il desiderio di fare insieme tutto ciò che si può fare, Ciò che ci unisce è più importante di ciò che ci separa.

Fin qui tutto bene; la cosa è decisamente positiva, ma leggendo alcuni stralci da un testo intitolato “ DECRETO SULL'ECUMENISMO” ci rendiamo conto che le cose non sono affatto semplici da attuarsi.

 

Leggo alcune parti.

 

“ Promuovere il ristabilimento dell'unità fra tutti i Cristiani è uno dei principali intenti del Sacro Concilio ecumenico Vaticano II. Da Cristo Signore la Chiesa è stata fondata UNA E UNICA,

eppure molte comunioni cristiane propongono se stesse agli uomini come la vera eredità di Gesù Cristo. Tutti invero asseriscono di essere discepoli del Signore, ma hanno opinioni e diverse e camminano per vie diverse, come se Cristo fosse diviso. Tale divisione non solo si oppone apertamente alla volontà di Cristo, ma è anche di scandalo al mondo e danneggia la più santa delle cause: la predicazione del Vangelo ad ogni creatura.”

 

“ In questa Chiesa Di Dio UNA E UNICA sono sorte fino dai primissimi tempi alcune scissioni, condannate con gravi parole dall'Apostolo ma nei secoli posteriori sono nate dissensioni più ampie, e comunità considerevoli si staccarono dalla piena comunione della Chiesa Cattolica. Quelli poi che ora nascono e sono istruiti nella fede in Cristo in tali comunità, non possono essere accusati di peccato di separazione, e la chiesa cattolica li circonda di fraterno rispetto e amore. Coloro infatti che credono in Cristo ed hanno ricevuto validamente il battesimo, sono costituiti in una certa comunione “ SEBBENE IMPERFETTA” con la Chiesa cattolica.”

“ Perciò queste Chiese e comunità separate, quantunque crediamo abbiano delle carenze nel mistero della salvezza non sono affatto spoglie di significato e di valore. Lo spirito di Cristo infatti non ricusa di servirsi di esse come strumenti di salvezza, la cui forza deriva dalla stessa pienezza della grazia e della verità, che è stata affidata alla Chiesa cattolica .

 

Tuttavia i fratelli da noi separati, sia essi individualmente, sia le loro comunità e Chiese, non godono di quella unità, che Gesù Cristo ha voluto elargire a tutti quelli che ha rigenerato e vivificato insieme per formare un solo corpo in vista di una vita nuova, unica attestata dalle Sacre Scritture e dalla veneranda tradizione della Chiesa. Infatti solo per mezzo della cattolica Chiesa di Cristo, che è il mezzo generale della salvezza, si può ottenere tutta la pienezza dei mezzi di salvezza.

 

In realtà noi crediamo che al solo collegio apostolico con a capo Pietro, il Signore ha affidato tutti i tesori della nuova alleanza, al fine di costituire l'unico corpo di Cristo sulla terra.”

Per questa via a poco a poco, superati gli ostacoli frapposti alla perfetta comunione ecclesiale, tutti i cristiani, nell'unica celebrazione dell'eucarestia, si troveranno riuniti in quella unità dell'unica chiesa che Cristo fin dal'inizio donò alla sua chiesa, e che crediamo sussistere, senza possibilità di essere perduta, nella chiesa cattolica e speriamo che crescerà ogni giorno di più, fino alla fine dei secoli.”

 

Po da nai a sa sarda--- NI NANTA UNA FRIRA E UNA CALLENTI.

 

Potremmo continuare a lungo, a leggere queste frasi tratte da un decreto sull'ecumenismo redatto nel 1964 dal papa Paolo VI, unitamente ai padri del concilio, ma la cosa si dilungherebbe molto e francamente la musica cambia poco: il succo risulta sempre lo stesso. VOI FRATELLI SEPARATI, CONVERTITEVI E TORNATE ALLA CHIESA CATTOLICA CHE E' QUELLA GIUSTA.

Anzi direi che la musica, non solo non è cambiata, ma mi sembra addirittura peggiorata con questo nuovo papa. Ricordiamo tutti, le affermazioni del papa BENEDETTO XVI:

“La salvezza si ottiene solo attraverso l'appartenenza alla CHIESA CATTOLICA APOSTOLICA ROMANA, le altre fedi non si possono definire neanche religioni .

Anche nel Credo che si recita anche durante le riunioni di preghiera ecumeniche, nel finale esiste la frase:

Crediamo la Chiesa una, santa, cattolica e apostolica . E cosa dire del ritorno alla messa in latino .

E' questo il modo di fare ecumenismo con le religioni minori come la nostra e altre religioni evangeliche?

 

Cito anche un altro caso che ha creato ulteriori divisioni religiose fra Cristiani e mussulmani ed ha creato un odio, che é sfociato in diversi assalti a chiese e luoghi di culto cattolici sparsi nel mondo, e probabilmente anche l'omicidio della suora italiana Leonella Sgorbati, operante a Mogadiscio da molti anni è probabilmente legato alla lezione di Ratisbona tenuta il 12 settembre 2006 da Benedetto XVI, dove il papa cita una frase dell'imperatore Bizantino MANUELE II PALEOLOGO, intorno al ‘400.

La frase che il papa riprende è questa: “ MOSTRAMI PURE CIO' CHE MAOMETTO HA PORTATO DI NUOVO E VI TROVERAI SOLTANTO DELLE COSE CATTIVE E DISUMANE, COME LA SUA DIRETTIVA DI DIFFONDERE PER MEZZO DELLA SPADA LA FEDE CHE EGLI PREDICAVA.

E qui credo che dopo certe affermazioni i rapporti con i mussulmani, che certamente non erano idilliaci, non siano certamente migliorati, ma non basta;

 

C'E' stata una PROPOSTA PER CANCELLARE IN TUTTO IL MONDO, LE LEGGI, CHE ADESSO PENALIZZANO L'OMOSESSUALITA' CON LA GALERA E ADDIRITTURA CON LA PENA DI MORTE.

Molte nazioni hanno aderita a questa proposta ma…. PER IL MOMENTO L'UNICO STATO CHE SI E' OPPOSTO A questa proposta E' LO STATO VATICANO, che oltretutto non fa parte dell'ONU ma è semplicemente un osservatore permanente.

Anche questo fatto, non ha disteso certo i rapporti fra il mondo omosessuale e la chiesa.

 

Ascoltando la trasmissione RADIO ANCH'IO a proposito dell'antisemitismo, un ascoltatore diceva che la chiesa Cattolica

Con Papa Giovanni 23°, ha chiesto scusa agli Ebrei per aver fatto ben poco per evitare la shoà, mentre un altro

Ascoltatore diceva che anche gli Ebrei dovrebbero chiedere scusa, perché loro hanno ucciso un Cattolico. Al ché il conduttore ha chiesto chi fosse il Cattolico e l'ascoltatore ha risposto, “ HANNO UCCISO GESU'”

Il conduttore un po' sconcertato per l'affermazione ha farfugliato qualcosa e ha lasciato cadere la cosa.

Io non so a quale secolo risalga l'uso del nome CHIESA CATTOLICA, ma non mi risulta che nel N.T. sia citata la parola “Cattolica”

E NON VOGLIO PARLARE DELLA CANCELLAZIONE DELLA SCOMUNICA DEI VESCOVI LEFREVIANI,

E DELLE LORO AFFERMAZIONI CHE NON SONO NEANCHE COMMENTABILI, TANTO SONO SCONCERTANTI.

 

Direi che la situazione non mi sembra delle più rosee e direi che stando così le cose, la strada verso un ecumenismo fra le varie confessioni risulta in salita( per usare un termine ciclistico).

E come se in una coppia che discute su qualunque argomento, uno dei due contendenti, asserisse:

io solo sono nella verità, sta a te adattarti alla mia tesi; voi credete che questo sia il modo giusto di discutere per trovare un accordo accettabile su qualunque tema si discuta?

Io credo che lo scopo delle riunioni ecumeniche (chiaramente è solo una mia supposizione) non sia quello di spostare dei membri da una religione all'altra, in quanto ognuno difficilmente cambia il proprio credo che è ben radicato in ognuno di noi a qualunque chiesa apparteniamo,ma l'ecumenismo deve servire a far vivere a dei fratelli Cristiani, dei momenti di preghiera comunitaria, poi sarà il Signore a toccare i nostri cuori e a farci prendere delle decisioni.

 

 

Vi voglio leggere una lettera di una signora, che ha inviato al direttore di un giornale; ciò ci fa capire quanta ignoranza esiste nei confronti delle religioni minori come la nostra e questo ci deve anche far riflettere, per quanto poco facciamo per farci conoscere .

Leggere lettera da “ Confidenze al Direttore” I NTITOLATA

AIUTO : MIO FIGLIO FREQUENTA UNA RAGAZZA DI' RELIGIONE EVANGELICA .

 

Cara Cristina, mio figlio Luca ha 20 anni e da circa un anno frequenta una ragazza di 17 anni che con tutta la famiglia segue la religione Evangelica.

I primi mesi in famiglia non ci siamo molto allarmati più di tanto perché pensavamo che fosse un infatuazione tra ragazzi, invece il loro rapporto continua e adesso noi non sappiamo come comportarci. La scorsa estate qualche volta lei è venuta a casa nostra con mio figlio e io per cortesia le ho rivolto qualche parola. Anche lui spesso va a casa della ragazza ed è ben accolto, anche perché le nostre famiglie sono parenti alla lontana.

Ho sempre un chiodo fisso: se un domani decidessero di sposarsi come ci dovremmo comportare?

Noi non abbiamo nessuna intenzione di celebrare l'eventuale matrimonio nella loro chiesa che forse non si può chiamare nemmeno così, in quanto sono dei magazzini addobbati con fiori e piante per renderli un po' più accoglienti ( infatti non credono ne ai santi ne al papa)

Figurati che una delle loro tre figlie non è stata neppure battezzata.

Giorni fa ho parlato con mio figlio che pur essendo dalla nostra parte, dice che un'altra ragazza come lei non la trova. Anche loro fino a 4 anni fa erano cattolici, ma poi frequentando una famiglia di evangelisti, hanno cambiato religione. Dammi un consiglio, cosa devo fare, io non voglio perdere mio figlio. Grazie dell'attenzione che vorrai prestarmi. Ciao. Veronica

 

Cosa salta evidente a chi legge questa lettera: rileggo alcune frasi salienti della lettera.

 

“NOI NON ABBIAMO INTENZIONE DI' CELEBRARE L'EVENTUALE MATRIMONIO NELLA LORO CHIESA CHE FORSE NON SI PUO' CHIAMARE NEMMENO COSI', IN QUANTO SONO DEI MAGAZZINI ADDOBBATI, CON FIORI E PIANTE PER RENDERLE UN PO' PIU' ACCOGLIENTI. ( INFATTI NON CREDONO NE AI SANTI NE' AL PAPA,)

FIGURATI CHE UNA DELLE LORO TRE FIGLIE NON E' STATA NEMMENO BATTEZZATA” E inoltre questa signora di Trapani è preoccupata perché dice : “IO NON VOGLIO PERDERE MIO FIGLIO.”

DOBBIAMO DEDURNE CHE IMPERA L'IGNORANZA ALLO STATO PURO, CIOE CI' SONO SVARIATI CATTOLICI CHE HANNO UN IDEA ASSOLUTAMENTE SBAGLIATA SUI PROTESTANTI. IN UN ITALIA CATTOLICA, CONDIZIONATA DALLA PRESENZA DEL VATICANO, SINCERAMENTE NON E' FACILE FARE ECUMENISMO.

 

Ritornando indietro negli anni,con la memoria, parlo degli anni 1946/47 anno in cui nostro padre ci fece conoscere la chiesa Evangelica, la nostra famiglia veniva appellata come EVANGELISTA (anzi in sardo ci dicevano “ là,! is evangelistasa) detta in tono dispregiativo e addirittura venivamo chiamati MASSONI, ma sicuramente ne noi bambini, ne chi ci appellava in questo modo, capiva esattamente il significato delle parole che ci venivano rivolte.

Ma voglio tornare ancora più indietro con gli anni.

I problemi di natura religiosa non venivano soltanto dall'esterno, ma anche all'interno della stessa famiglia. Vi racconto un episodio successo nell'anno 1938 che mio padre scrisse in un libricino intitolato LE MIE MEMORIE.

 

“Nella casa del corso Vittorio Emanuele traslocammo in una casa per postelegrafonici in Via Oslavia, una strada in salita, traversa di via Vittorio Veneto,e li abitammo circa 10 mesi, ma non eravamo contenti di abitare li, per il carattere di certi inquilini intriganti e maldicenti.

Mia moglie fece di tutto perché ce ne andassimo ad abitare nel Corso V.EMANUELE , almeno sarebbe stata di nuovo vicino alla famiglia della sorella.

Così poteva avere ottima compagnia per passare le serate , e senza doversi sobbarcare tutte quelle salite dal Corso fino a Via Oslavia Io che desideravo non battezzare nella chiesa Cattolica nostra figlia Myriam che nacque in quella casa, ne approfittai per fare un mercato o meglio dire un baratto. Io avrei acconsentito al trasloco di casa, purchè Lei, la mia metà, acconsentisse a presentare la bambina Myriam ( che in Ebraico significa Maria)nella Chiesa Evangelica, Chiesa che frequentavo già da 7 anni, essendo io membro effettivo dal 1931.

La bambina nacque nell'Agosto 1938.

La mia furba e maliziosa metà acconsenti e così presentammo con grande mio giubilo, la bambina al Tempio Evangelico.

Ero veramente contento una volta tanto di averla spuntata anch'io; senonchè …. La beffa venne dopo.

Traslocammo con visibile soddisfazione di mia moglie e anche di quel loco del ….. marito.

Un giorno in casa di mia cognata, poco tempo dopo che eravamo nella nuova casa, mi vedo offrire

generosamente dei biscotti da mia cognata Giulia.

Lei e la sorella,( mia moglie) mi guardavano sorridendo con occhi di malizia, mentre io mangiavo

I biscotti .

In seguito mi svelarono il segreto, che in vero non potevano più tenere in corpo, e così seppi con

mio grande disappunto, della tresca che avevano combinato per battezzare la bambina(Myriam)

Nella chiesa cattolica, trovando per padrino così per caso in un loro nipote.

Però molti anni dopo madre e figlia si battezzarono da grandi nella chiesa Evangelica, per immersione, com'è prescritto e come si usava al tempo di Giovanni Battista .

 

È questo, o meglio dire, potrebbe essere uno dei tanti episodi che capitano in una famiglia cattolica, dove a un certo punto della vita un membro che può essere il capo famiglia ( com'è questo caso raccontato da mio padre) o qualunque altro componente della famiglia,si avvicina a una comunità diversa da quella cattolica e frequentandola si rende conto di una nuova realtà religiosa, un qualcosa di diverso che suona tutto nuovo alle proprie orecchie, i sermoni, gli inni, tutta la liturgia, diversa da quella finora acquisita da noi fin da bambini, quando venivamo attirati alla messa domenicale da un buon panino che ci veniva dato a patto che assistessimo alla messa ( chiaramente l'episodio del panino è autobiografico,non bisogna dimenticare che essendo nato nel 1940 in piena guerra, nel 1944/45 c'era veramente fame). Ma non voglio parlare di me, torniamo alle esperienze di mio padre e il travaglio vissuto con la propria fede.

 

Mio padre non essendo stato riconosciuto dal padre , per forza maggiore la madre che diventò gioco forza una ragazza madre, fu costretta seppur controvoglia a metterlo in un collegio GESTITO DA FRATI E SUORE , dove patì delle sofferenze ed umiliazioni .

 

Cito una frase di mio padre” VERSO QUESTA RELIGIONE OGNI TANTO SENTIVO ISTINTIVAMENTE UN VAGO SENSO DI' RIBELLIONE, SIA VERSO I SUOI MINISTRI TROPPO RIGIDI, MA POCO UMANI NEL LORO INSEGNAMENTO DIDATTICO E RELIGIOSO BADANDO PIU' ALLA FORMA CHE ALLA SOSTANZA, TANTO CHE LA MIA EDUCAZIONE RISULTASSE DEL TUTTO NEGATIVA, TENDENTE PIU' ALLA RIBELLIONE E ALL'IPOCRISIA FORZATA, OBLIGATO ALL'OSSERVANZA DI' PRECETTI RELIGIOSI, VERSO I QUALI MI' SENTIVO POCO INCLINE.

 

Salto tutta la parte delle sofferenze patite e passo ai primi approcci alla chiesa Evangelica.

Mio padre riporta nelle sue memorie:

 

“ IN RELIGIONE, POI AVEVO NOTATO UN LOCALE, NEI PRIMI ANNI POST- COLLEGIALI, IN CORSO VITTORIO EMANUELE VICINO ALLA VIA SASSARI, DOVE OGNI TANTO DISTRIBUIVANO OPUSCOLETTI GRATIS E LIBRETTINI.

TENGO A PRECISARE CHE PASSANDO PER LA STRADA , VENNI ATTRATTO DAI CANTI CHE PROVENIVANO DALL'INTERNO DELLA CHIESA ED ENTRAI A CURIOSARE.

 

I SUDDETI OPUSCOLETTI E LIBRICINI NON ERANO ALTRO CHE EVANGELINI IN FORMATO RIDOTTO. SIAMO NEGLI ANNI 1915/ 16 IN PIENA PRIMA GUERRA MONDIALE . QUESTE LETTURE MI' AFFASCINAVANO PER IL LORO CONTENUTO. FU IN QUEGLI ANNI CHE CONOBBI IL PASTORE ANTONIO FIORI.

MI' BATTEZZAI IL 29 MARZO 1931 , DOMENICA DELLE PALME.

RITORNANDO ALLE LETTURE DEGLI EVANGELI, RIMANEVO AFFASCINATO DAL PERSONAGGIO “GESU” quelle sue scorrerie di villaggio in villaggio, nominando orti, vigne, fichi,uve,campi di grano, e poi i nomi delle località citati --TIBERIADE-CAPERNAUM, EMMAUS-BETANIA – NAZARET-GERUSALEMME e tanti altri nomi si scolpivano nella mia mente.

Per quanto ne avessi sentito di prediche nei sei anni di collegio, non credo mi abbiano affascinato come le prediche dei pastori protestanti. Ancora nomi di località bibliche - LA GALILEA , LA POLVEROSA SAMARIA , LA GIUDEA E COSA DIRE DELLA FIGURA AUSTERA DI' GIOVANNI BATTISTA, DALLA VOCE TONANTE. E ANCORA LAZZARO, MARTA E MARIA, PERSONAGGI CHE RIMASERO SCOLPITI NEL MIO CUORE.

 

Questo sono alcuni dei ricordi di un Cattolico che veniva da un ambiente fortemente

Clericale e che aveva il desiderio di sentire parlare di CRISTO, di quel GESU',figlio di DIO venuto per salvare gli uomini.

 

Ma cosa spinge un cattolico che non discenda da una famiglia Evangelica e che si avvicina ad una CHIESA BATTISTA.

Leggiamo due testimonianze di due sorelle giovani che si sono battezzate nella nostra comunità dando una ventata di gioventù e di entusiasmo in una chiesa, dove la maggior parte dei membri sono anziani e due donne giovani che si battezzano ci danno immensa gioia e di questo dobbiamo ringraziare il Signore per questo immenso dono, riservato alla nostra comunità.

Osservate, come a distanza di quasi 90 anni, fra lo scritto di mio padre e quella delle due sorelle ci sia una similitudine, IL PIACERE D' LEGGERE GLI EVANGELI.

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Lettura della testimonianza di Elena Sensi.

Per questione di tempo sintetizzo la parte iniziale della testimonianza di Elena, che fino ai 20 anni, ha un approccio con la chiesa cattolica non molto felice.

 

Il nuovo incontro con la mia bruciante spiritualità avvenne durante... la compilazione del mio primo modello 730.
Stavo scegliendo la destinazione per l'8 per mille...Chiesa cattolica NO….Stato NO
e poi ... mhmh Chiesa valdese, chi sono questi valdesi? mai sentiti nominare
google.it
...... chiesa valdese.... mhmh c'è il sito della tavola valdese, spulciamolo un po'.
mandai una e-mail al sito, chiedendo come potessi "saperne di più" sul loro culto, sul loro modo di praticare la fede.
Iniziai quindi una corrispondenza con il pastore valdese Thomas Soggin, di Bergamo, e fu lui ad indicarmi il contatto della chiesa battista di Cagliari.
Thomas mi suggerì dei libri, e io li comprai, divorandoli in una curiosità culturale senza precedenti.
Ricordo che per scherzo dissi ad una collega di lavoro: sto leggendo una marea di libri sul protestantesimo. Mi sa che divento protestante! Lei rise, e anche io. Non mi interessava una conversione, mi interessava solo conoscere e capire.
Curiosità culturale, infatti, nessun moto di cuore... per il momento.
Scrissi al pastore Anders, e iniziai una corrispondenza elettronica anche con lui.
Il testo Protestanti e Cattolici - Le differenze fu una pietra miliare del mio cammino.
Lo lessi pagina dopo pagina, una notte del 2005.
Qualcosa nacque nel mio cuore, quella notte. Ma non avevo ancora modo di scoprirlo. Mi trasferii a Olbia, e poi in Francia: i contatti con la chiesa battista erano solo virtuali e sporadici.
Alla fine del 2006 per motivi sentimentali decisi di rientrare a Cagliari e di scommettere sul mio futuro professionale in Sardegna.
Si trattava di rivoluzionare ancora una volta la mia vita, dopo tanti scossoni negli ultimi anni...
Il 5 novembre 2006, senza dirlo ad anima viva, andai a sentire il culto battista per la prima volta. Ero sola.
Ricordo che, entrando in chiesa, mi sentii come un elefante in una cristalleria.
Non sapevo bene cosa  e chi avrei incontrato, a che tipo di culto avrei assistito.
Ma ero animata da una serena fiducia, non so perché ma abitava in me un senso di intima tranquillità.

Ricordo che non c'erano tante persone. Mi avevano osservato con discreta curiosità.
Nessuno si avvicinò a me per farmi delle domande; ricordo che ricevetti molti sorrisi e molte strette di mano.
Molti "ciao, benvenuta", e nessuna domanda. La cosa mi piacque molto, mi sentii serena e a mio agio.
Prima che il culto iniziasse, avevo notato un volantino appeso in bacheca, per la ricerca di coristi per un coro gospel. Segnai l'indirizzo e-mail cui spedire la candidatura per un provino... ma questa è una storia a parte ...  (comunque sì, venni a conoscenza del coro gospel proprio nella ns. chiesa, il primo giorno che assistetti al culto... e sai bene come è finita !!!)

Mi piacque il culto, mi sembrava meno formale di quello cattolico... era tutto più semplice e più vero. Da quel momento iniziai a frequentare la chiesa con una certa assiduità.
Culto dopo culto, domenica dopo domenica, ho iniziato ad essere animata da un senso di intima coerenza.
Mi ha colpito inizialmente il locale scarno, privo di immagini, semplice negli arredi.
Ricordo lo sbigottimento per la semplicità con cui ero stata accolta, e mi piacque la mancanza di ridondanza ...
Mi piacevano i culti sempre diversi, la mancanza di ritualismo... ma avevo bisogno di conoscere e capire ancora.
Fu così che il Pastore mi propose di andare a casa sua una volta alla settimana, perché già incontrava una ragazza di nome Stefania, leggendo la Bibbia e affrontando tanti argomenti...
Conobbi Stefania (che è diventata una delle mie amiche più preziose!) e piano, piano, sentii che quella era la mia strada e la mia casa.
Non c'è un momento in cui io mi sono svegliata e mi sono detta "da oggi sono protestante, da oggi sono battista"...
... è venuto tutto in modo molto naturale e spontaneo.

La scelta di richiedere il battesimo divenne un'urgenza.
Questo mi obbligò a fare "outing" in famiglia, perché fino a quel momento non avevo comunicato loro niente del mio percorso, pensando che nel loro laicismo non avrebbero potuto comprendere il mio fermento.
Sono stata una sciocca, avrei dovuto farlo prima.
I miei genitori e i miei fratelli sono stati incredibilmente aperti e comprensivi, perché pur non sperimentando un senso religioso, hanno compreso che questa esperienza mi faceva del bene, e hanno capito e accettato senza alcuna remora.
Sciocca io, che non ho avuto abbastanza fiducia nella loro capacità di accettazione.

Parteciparono con gioia al mio battesimo , e furono così aperti alla mia esperienza che mi fecero un grandissimo regalo.
Vennero a sentire il culto di Natale 2007, facendomi una sorpresa perché non mi dissero che sarebbero venuti.

Non c'è mai stato un momento in cui mi sono sentita fuori posto; mai un momento in cui mi sono sentita a disagio; mai un momento in cui ho dubitato della mia identità. L'adesione al Battismo è stato come riordinare anni di confusione spirituale, come riuscire a terminare un puzzle complicato, senza però sentirmi mai "arrivata"...
Condivido la mia esperienza battista con chiunque, senza essere noiosa o inopportuna.
Non mi comporto in mezzo alla gente come se volessi fare proseliti a tutti i costi, ma se capita condivido volentieri la mia esperienza, perché quando si conosce qualcosa di bello si vuole sempre farlo conoscere anche al prossimo...
E da qui nasce lo stimolo per dedicarmi ai bimbi della scuola domenicale.
Qualche volta, in tutta onestà, sento la mancanza di un gruppo più folto di persone della mia età. Mi relaziono perfettamente con persone di qualunque età, ma un po' mi dispiace che ci siano pochi giovani a riempire la chiesa.
La sensazione attuale? quella di essere ancora "all'inizio" del mio percorso spirituale.
Ho tanta strada da fare, e tanti progetti da coltivare, mentre la mia fede ha sempre bisogno di essere nutrita.
Non ho paura.

Lettura della testimonianza di (Stefania Puddu)

 

Entrare in una chiesa protestante, avendo ricevuto un educazione cattolica durante l'infanzia ed avendo praticato più di un decennio di ateismo convinto è senza dubbio un esperienza singolare.

O almeno, senza fare generalizzazioni, così è stata per me.

Il razionalismo architettonico dell'edificio sorprende fin da lontano e varcare quella soglia dai gradini di un marmo bianco , ingrigito dal tempo non mi fece pensare ad una chiesa……..

L'estremo minimalismo all'interno, poi non posso nascondere che mi sorprese.

E tutta quella luce bianca, mi fece pensare. A che cosa? ! Pensare in modo assoluto:

ragionare da soli, e forse…..parlare direttamente con Lui.

Impiegai qualche minuto a prendere coscienza del fatto che fosse inutile voltarmi ripetutamente ad osservare pareti, angoli e navate…….. non vi era immagine alcuna……

Una grande croce mi colpì per il suo richiamo all'eternità, sebbene avessi l'impressione che mancasse qualcosa o meglio QUALCUNO, mi divertì, immaginare proprio che Egli se ne fosse

Andato altrove qualche minuto prima, sentendosi oramai poco a suo agio in quel ruolo…. Essendo tra i viventi, non tra i morti (“… perché cercate tra i morti il vivente?” Luca. 24,5)

La vasca battesimale invece, non la vidi proprio e devo ammettere che i particolari mi restarono impressi soltanto quando vi entrai…perché di quel giorno non posso dimenticare nulla… mi ha segnato davvero.

 

L'esiguo numero di fedeli mi piacque perché mi comunico un senso di comunità.

Benché la mia riservatezza mi avesse portata ad accomodarmi nelle ultime file, mi diede la possibilità di osservare che la partecipazione era sentita e nessuno si trovava lì per adempiere ad un precetto, ma per interesse sincero.

Con grande sorpresa poi, una donna presiedeva l'assemblea, e nel farlo si serviva di nozioni di storia e di Bibbia, commentando peraltro la storia di una giovane che mai avevo sentito (figlia di Iefte - Giudici 11)

E nel raccontare la sua storia, non cercò di imporre ne alcuna regola di vita e nemmeno una chiave di lettura del mondo, ma propose interessanti spunti di ragionamento.

 

Mi colpì notare poi che i canti erano tanti e musicalmente più elaborati di quelli a cui era abituata ma soprattutto mi piacque notare che nei testi si narravano non astratti concetti, ma il rapporto tra l'uomo e Dio in molteplici momenti della vita… smarrimento, ricerca, fede, speranza di uomini che

vivono nel mondo reale.

 

Non ho mai sentito la mancanza dell'altare, ne del tabernacolo, ma qualche volta mi piacerebbe ritrovare un angolo raccolto in cui rifugiarmi in preghiera.

Fin dalle prime domeniche mi sono sentita a mio agio.

Perché ho percepito che la comunità avesse piacere della mia presenza, ma al tempo stesso rispettasse la mia timidezza e i miei tempi nell'avvicinarmi e nel socializzare.

L'aver scoperto un affinità nel modo di pensare e di intendere i sacramenti mi sorprese piacevolmente perché mi fece sentire “a casa”.

Anche per la mia decisione del battesimo non ho mai avvertito alcuna pressione o spinta, ma piuttosto una grande partecipazione e felicità per la decisione autonomamente presa.

 

Trovo queste testimonianze veramente benedette dal Signore e talmente interessanti, e inoltre ritengo che come comunità dovremmo veramente analizzarle a fondo e trarne insegnamento.

In questi ultimi incontri per discutere di EBEN EZER abbiamo spesso parlato del problema Evangelizzazione, che dovrebbe essere il tema dominante di una comunità, ma sinceramente poco è stato fatto e queste due testimonianze ci devono far riflettere.

Dio ci ha dimostrato che è LUI il vero evangelizzatore e quando ti sembra che la comunità langue, LUI agisce e colpisce i cuori di due ragazze che entrando a far parte della nostra comunità ci trasmettono un messaggio di DIO, che ci dice che LUI ci ama e non ci abbandona.

Sta a noi ascoltare la sua voce e rispondere : “Signore io sono pronto, metto la mia vita al tuo servizio .”

 

Ci sono nella vita di un Cristiano dei momenti di sconforto, dove senti che ti vengono a mancare le energie fisiche e

Spirituali, e siccome non sono in grado di dare nessuna ricetta, per tentare di risolvere il problema dello sconforto, anche la lettura di una poesia ci può aiutare. La poesia è di Emily Dickinson, scritta nel 1862.

 

QUANDO LE LUCI SI SPENGONO

 

Quando le luci spengono, poco per volta ci si abitua al buio

Come quando il vicino, sollevando alto il lume, sigilla il suo addio.

 

Dapprima, i passi si muovono incerti nel buio improvviso

Poi, lo sguardo si abitua alla notte, e senza incertezza affrontiamo la strada

 

Ed è così nelle oscurità più fonde in quelle notti lunghe della mente

Quando non c'è luna che disveli un suo segno, quando non c'è una stella che, dentro, si accenda.

 

E i più coraggiosi, per un poco brancolano, e battono, a volte, dritti in fronte,

contro il tronco di un albero, ma poi imparano a vedere.

 

E allora è la Notte che si trasforma, oppure un qualcosa nella vista

Che alla mezzanotte si conforma. E la vita procede quasi senza incerteza.

 

Ognuno la analizzi nel proprio intimo e ne tragga le proprie conclusioni.

Il Signore ci benedica.

AMEN

 

 

     Emily Dickinson

Quando le luci spengono, poco per volta ci si abitua al buio
Come quando il vicino, sollevando alto il lume, sigilla il suo addio.
Dapprima, i passi si muovono incerti nel buio improvviso
Poi, lo sguardo si abitua alla notte, e senza incertezza affrontiamo la strada