Sermone di Natale 2012

Niente è impossibile con Dio

26 Al sesto mese, l'angelo Gabriele fu mandato da Dio in una città di Galilea, chiamata Nazaret, 27 a una vergine fidanzata a un uomo chiamato Giuseppe, della casa di Davide; e il nome della vergine era Maria. 28 L'angelo, entrato da lei, disse: «Ti saluto, o favorita dalla grazia; il Signore è con te». 29 Ella fu turbata a queste parole, e si domandava che cosa volesse dire un tale saluto. 30 L'angelo le disse: «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31 Ecco, tu concepirai e partorirai un figlio, e gli porrai nome Gesù. 32 Questi sarà grande e sarà chiamato Figlio dell'Altissimo, e il Signore Dio gli darà il trono di Davide, suo padre. 33 Egli regnerà sulla casa di Giacobbe in eterno, e il suo regno non avrà mai fine». 34 Maria disse all'angelo: «Come avverrà questo, dal momento che non conosco uomo?» 35 L'angelo le rispose: «Lo Spirito Santo verrà su di te e la potenza dell'Altissimo ti coprirà dell'ombra sua; perciò, anche colui che nascerà sarà chiamato Santo, Figlio di Dio. 36 Ecco, Elisabetta, tua parente, ha concepito anche lei un figlio nella sua vecchiaia; e questo è il sesto mese, per lei, che era chiamata sterile; 37 poiché nessuna parola di Dio rimarrà inefficace». 38 Maria disse: «Ecco, io sono la serva del Signore; mi sia fatto secondo la tua parola». E l'angelo la lasciò.

Luca 1, 26- 38

 

Oggi è proprio una bella giornata!
Appena ho aperto la porta un bel venticello, quello che qui a Nazareth, in Galilea, viene da Nord, e che porta il bel tempo, è entrato nella mia stanza facendo volare le tende.
E' quasi mezzogiorno,, sarà meglio che mi sbrighi devo ancora andare al pozzo a prendere l'acqua....
Che c'è? Che succede? Una folata di vento mi investe ed ecco, una voce e una figura umana stanno di fronte a me. Lo vedo controluce davanti alla porta. Abbasso gli occhi. Sono promessa sposa di Giuseppe e non devo guardare in faccia gli uomini. Che spavento. Sto per gridare, ma la voce si fa amica e mi saluta: Shalom, Maria, che, nella nostra lingua significa, Pace. Rimango muta: non capisco, io non conosco questa persona e lui mi chiama per nome!?
Lui vede la paura e dice “Non temere, Il Signore è con te e tu hai trovato grazia presso Dio. Che significa? La domanda mi rimane in gola. Lui riprende. Mi parla di un figlio, Gesù, un figlio che sarà grande e che sarà figlio di Dio e il suo regno non finirà mai.
Lo stupore è tale che non riesco più a stare zitta: Come è possibile? Io ho solo 15 anni , sono fidanzata con Giuseppe, non ho mai conosciuto uomo. Lui mi dice che sarà lo Spirito santo, lo Spirito di Dio che mi avvolgerà, come una nuvola.
Non riesco a crederci. Proprio io, proprio da me, che non ho niente di speciale, nascerà questo bambino così speciale?
Per darmi una prova il messaggero mi dice di Elisabetta, che pur essendo anziana, avrà un figlio . Tutti pensavano non potesse avere bambini, e invece è già al sesto mese.
Sento il suo sguardo benevolo su di me e ancora quella voce: “maria, credimi, nulla è impossibile con Dio. A queste parole, i miei dubbi, la paura, lo sgomento, si sciolgono, l'incredulità si scioglie per fare posto alla gratitudine, alla riconoscenza, alla fiducia...
E con grande gioia rispondo: Sì, sono la serva del Signore, Dio faccia con me come tu hai detto”.
Il messaggero mi ha lasciata. Mi metto le mani sul ventre e sorrido: inizia una nuova vita. (Adattamento da “La scuola domenicale”, n. 1 primavera 2012)

Care sorelle e cari fratelli,
Maria è una ragazza normale. E' in questa normalità che Dio sceglie di operare. Questa normalità va sottolineata non solo per arginare le derive della tradizione e della religiosità che hanno fatto di Maria una divinità ma anche per sostenere la comprensione che Maria stessa ha di sé, definendosi una ragazza semplice, di umili origini ( ha guardato la bassezza della sua serva). Maria è una ragazza semplice, ma la sua fede non è semplicistica. Prima di abbandonarsi con fiducia a Dio, interroga il messaggero, soppesa, questiona. Maria è poco più di una bambina, ma la sua fede è adulta.
Il vangelo di Luca sottolinea questa irruzione del possibile. Per Luca l'impossibile più grande è la conversione dei ricchi, eppure anche se è più facile per un cammello entrare per la cruna di un ago, il ricco Zaccheo riceve la grazia che Gesù gli dona. Poi c'è il troppo tardi, Elisabetta, come tutte le matriarche è sterile. E Dio interviene nel deserto della sua sterilità rendendola feconda. E c'è il troppo presto di Maria, ragazza giovane, anche per essere data in sposa. L'annuncio del messaggero a Maria segna l'irrompere del possibile di Dio nell'impossibile umano. Dio interviene laddove le strade sembrano sbarrate, come è intervenuto all'inizio, in Genesi, con Abramo e Sara.

Oggi il possibile e l’impossibile sono distribuiti in modo strano, ed esplodono entrambi simultaneamente in un eccesso. Un pensatore contemporaneo sottolinea come da una parte, nel campo delle libertà personali e della tecnologia

scientifica, l’impossibile sta diventando sempre più possibile (o almeno così ci dicono): «niente è impossibile», “ tutto è attorno a te” ; “possiamo scaricare da internet interi archivi di musica, film e
serie televisive; viaggiare nello spazio è a disposizione di tutti (quelli che hanno i soldi); possiamo migliorare le nostre capacità fisiche e psichiche mediante interventi sul genoma, fino al sogno tecno-gnostico di raggiungere l’immortalità trasformando la nostra identità in
un software trasferibile da un hardware all’altro”.
Dall'altra parte, soprattutto nel campo delle relazioni socioeconomiche il nostro tempo pensa di aver raggiunto la maturità con le conseguenti impossibilità. Ogni scenario alternativo al modo contemporaneo di gestire il tempo, il denaro, lo stare insieme tra le persone viene definito come non praticabile, non realistico, impossibile.  E così, nello stesso tempo, siamo soggetti a deliri di onnipotenza individuali, mentre sperimentiamo impotenza nel progettare una convivenza sociale dal volto umano.
Esattamente il contrario dell'annuncio evangelico dove bisogna perdersi per trovarsi e dove questa perdita non è dettata dalla mortificazione o da desiderio masochistico, ma proprio dal Regno di Dio. Regno che è in mezzo a noi in Gesù Cristo.
E' proprio l'impossibile che in Dio diventa possibile: nell'attesa di Gesù le Scritture annunciano che gli occhi dei ciechi saranno aperti, che le montagne saranno spianate. Maria canta il Signore che innalza gli umili e abbassa i superbi, che detronizza i potenti e sazia quanti e quante hanno fame. Il messaggio evangelico chiama beati e beate quanti e quante piangono con il mondo. Eppure è proprio nell'Occidente cristiano che ogni cambiamento di stile di vita viene presentato come  impossibile, se non nella ristrettissima cerchia individuale. E' proprio nell'occidente cristiano che le armi si regalano all'apertura del proprio conto in banca ( vedi bowling for Columbine), che in nome del diritto alla difesa si possono detenere armi da fuoco e fare strage di bambini e bambine. Ed è proprio l'occidente cristiano il maggiore esportatore dell'idolo del mercato e del consumo. Tutto questo mostra alle chiese e ai credenti l'assuefazione nei confronti del sistema dominante e sostanzialmente la sfiducia, da parte delle chiese, del carattere dirompente della fede. Sembra che ciò che è possibile nella fede non sia possibile nella realtà.
E al cuore di questa resa risuona l'evangelo di oggi: Nessuna cosa è impossibile con Dio, come traduce la versione della nuova Diodati.
Questa frase ( Lc. 1,37) rimanda ad un testo più volte citato, in cui il padre disperato chiede a Gesù di guarire il figlio posseduto e Gesù rimanda al padre la domanda “Signore tu puoi salvarlo”. Gesù dice ogni cosa è possibile a chi crede” “ Io credo, vieni in aiuto alla mia incredulità” ( Mc. 9, 14-28).
Sorelle e fratelli se vogliamo lasciare che il Natale non sia una mera parentesi pia o consolatoria siamo chiamate e chiamati a far irrompere il possibile di Dio dell'immobilità delle nostre realtà per seguire davvero, ciascuno e ciascuna con la propria croce, questo bambino che non doveva nascere, perché era impossibile.
Seguire ciascuno e ciascuna con la propria croce Gesù Cristo che metteva l'amore di Dio davanti a ogni cosa dichiarata impossibile: i divieti della legge, le restrizioni nelle relazioni con le donne, la malattia, le sofferenze, la conversione dei ricchi, la morte. Fino a qui si estende l'amore di Dio per il creato tutto. La morte non ha l'ultima parola.
Credere al possibile di Dio nel Natale è già credere alla Resurrezione. Passando per la croce.
E' una gran bella giornata oggi. L'evangelo annuncia il sogno di Dio, il suo possibile che attende che noi gli facciamo spazio per diventare realtà, affinché possiamo avere lo stesso sentimento di Gesù, che non reputò l'essere uguale a Dio qualcosa a cui aggrapparsi gelosamente, ma spogliò se stesso, prendendo forma di servo, divenendo simile agli uomini ( Filippesi 2,6-7).

 

Cristina Arcidiacono