Sermone di Pasqua 2013

11 Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, 12 ed ecco, vide due angeli, vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il corpo di Gesù. 13 Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto». 14 Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che fosse Gesù. 15 Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella, pensando che fosse l'ortolano, gli disse: «Signore, se tu l'hai portato via, dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò». 16 Gesù le disse: «Maria!» Ella, voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!» 17 Gesù le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va' dai miei fratelli, e di' loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio mio e Dio vostro"». 18 Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.

Giovanni 20, 11- 18



Il venerdì è passato. Lo squarcio della cortina del tempio ha aperto un nuovo orizzonte; il mattino di una nuova alba sta per nascere.
Ci sono almeno due modi per leggere il racconto dell'incontro tra Maria di Magdala e il Risorto.
Il primo è situarlo nella situazione storica della scrittura del vangelo di Giovanni, e allora notiamo la presenza di diverse tradizioni. La tradizione che vuole Pietro primo testimone della resurrezione, quella che si riferisce al discepolo senza nome, ma che Gesù amava, al qual probabilmente si rifa la comunità giovannea, la tradizione che vede in Maria Maddalena la prima apostola. Questo testo è, tra i racconti evangelici, quello più completo su Maria, a testimonianza che c'era una tradizione che riconosceva lei come discepola, che era stata con Gesù fin dalla Galilea, aveva udito i suoi insegnamenti, a differenza degli altri discepoli era stata ai piedi della croce con le altre donne, e, ora, è testimone della resurrezione e Gesù le appare! Maria ha tutti i requisiti per essere punto di riferimento per una comunità, ma la storia ci dice che la sua testimonianza è stata messa da parte, è diventata apocrifa, le donne hanno avuto sempre meno riconoscimenti e anzi la storia della chiesa giunge fino a noi mutilata della sua parte di donne guida nel percorso di fede.
Il secondo modo è leggere questo testo come un itinerario di fede, rivolto a ciascuno e ciascuna, in cui ognuno e ognuna può riconoscersi. 
Per Maria di Magdala, aver conosciuto Gesù ha significato aver ricevuto una nuova possibilità di vita. Per seguire Gesù, Maria non ha lasciato ogni cosa, come era stato richiesto al giovane ricco, ma ha avuto ogni cosa, una nuova possibilità di vita. Di fronte alla morte di Gesù non si rassegna, va a sedersi davanti al sepolcro, a guardare una pietra troppo grande per essere spostata.
Nell'alba ancora oscura Maria è lì. Prima ancora di essere testimone della resurrezione Maria sperimenta l'assenza. Affinché pasqua non sia semplicemente un'esperienza consolatoria, occorre sperimentare la perdita. Non c'è pasqua senza il venerdì santo. E la perdita che vuole dire anche perdita di punti di riferimento. Perché è morto Gesù? Mi ha chiesto una bambina venerdì sera, mentre ricordavamo la passione. Una tale domanda mette in questione la propria fede. Che bisogno aveva Dio di sperimentare la morte, se essa è esperienza del tutto umana? Ma come avremmo potuto credere nella resurrezione se Dio non avesse sperimentato fino alla fine la condizione umana? Dall'umano Cristo impara la morte, affinché noi uomini e donne possiamo imparare da Dio la resurrezione. La relazione con Dio è conversazione d'amore...

L'itinerario di Maria è l'itinerario di fede della discepola e del discepolo che si chiede “come faccio a sapere che Cristo è veramente risorto?” In altre parole, come nasce la mia fede?
Come posso credere in Cristo senza averlo visto?
Il testo sottolinea la dimensione del vedere.
Maria vede: vede la pietra rotolata via. Vede i due messaggeri, angeli, vestiti di bianco messi alla testa e ai piedi di dove sarebbe dovuto essere il corpo di Gesù. Vede e non li riconosce.
Maria vede anche Gesù, e non riconosce neanche lui. Vedere, ci dice il vangelo di Giovanni non è condizione sufficiente per credere. Posso vedere, e non sentirmi personalmente coinvolta.
Maria cerca un corpo e trova un assenza. Essa sì che sa riconoscerla. Bisogna fare i conti con l'assenza. Lei che seguendo Gesù non aveva perso tutto ma aveva tutto guadagnato; dignità, comprensione, pienezza di vita, adesso è destabilizzata. L'alfabeto della sua fede adesso si scontra con la perdita, la precarietà, l'assenza appunto. Il suo desiderio è quello dell'amata che cerca il corpo dell'amato, rimanda al cantico dei cantici. Chi è stato a portarlo via? La domanda dei messaggeri è la stessa di Gesù, che aggiunge “ chi cerchi?”. Chi cerco, che cosa cerco in un sepolcro vuoto?  Delle tracce che mi riportino a lui, al nostro passato, al suo insegnamento, cerco qualcosa che è sfuggito agli altri che sono entrati prima di me, cerco la verità. La verità sulla morte, la verità sull'amore. Cerco un corpo, ciò che mi è familiare, un corpo, anche se morto, che faccia morire anche me, struggermi dalla disperazione.
E mentre cerco, vengo trovata. “Maria”, chiama Gesù. E Maria si volta, lasciandosi alle spalle il vuoto, l'assenza, la disperazione. Non posso credere, se Cristo non mi chiama per nome. Qui c'è la scoperta di Maria e con lei anche la nostra scoperta. Il mio cammino dietro a Gesù diventa sequela di Cristo nel momento in cui sento il mio nome pronunciato dal Signore, in cui il Signore mi accompagna, facendomi separare dalle mie certezze e dal bagaglio di conoscenze ammucchiate fino ad ora. E' l'incontro con Cristo che me lo fa riconoscere e mi trasforma. La resurrezione non è un fatto privato, ma mi chiama all'azione. Non uno spettacolo da vedere, ma una realtà da riconoscere, e in questa realtà ci sono anch'io.  Da colei che non aveva riconosciuto i messaggeri a messaggera di un annuncio di vita: “Salgo al padre mio e padre vostro, al dio mio e dio vostro”.  Maria non può trattenere Cristo risorto, così come non può trattenere per sé quella esperienza. Le parole che dovrà dire alla comunità di discepoli e discepole sono “ho visto il Signore ed egli mi ha parlato”. Ho fatto esperienza del Risorto essendo trovata da lui, convertita da lui, fatta girare, voltare verso una nuova realtà. Fatta di assenza certo, di verità precaria perché affidata a me, di relazioni instabili perché rette dalle mie forze ma sostenuta da Cristo che mi ha incontrata nel momento della mia angoscia.
Da questo annuncio nascono le chiese, nasce la comunità, messaggera della sapienza di Dio in Gesù Cristo.  Nel Nuovo Testamento la chiesa è l'assemblea concreta delle persone che per l'azione dello Spirito si riuniscono attorno alla mensa, consumando insieme un pasto, spezzando il pane e condividendo il calice in memoria della passione e della resurrezione di Cristo. Spiritualità cristiana significa mangiare insieme, partecipare insieme, bere insieme, parlare l'uno dell'altro,accogliersi reciprocamente, sperimentare la presenza di Dio l'uno attraverso l'altro e, nel farlo, proclamare l'evangelo come visione alternativa per tutti e tutte, specialmente per le persone povere, calpestate, reiette. Finché si continuerà a impedire a molte donne cristiane di spezzare il pane e decidere del loro benessere spirituale e del loro impegno, la chiesa come discepolato di uguali non sarà realizzata e la potenza dell'evangelo sarà fortemente diminuita. Per questo è importante ricordare Maria di Magdala, la prima apostola, alla quale Cristo risorto scelse di consegnare l'annuncio della sua risurrezione e grazie alla quale ciascuno e ciascuna può sentirsi chiamato a prendere in mano la propria vita rispondendo alla chiamata che il Signore ci fa, mettendoci la faccia, e facendo ciò che Gesù faceva, dar da mangiare a chi ha fame, liberare chi è oppresso, annunziare l'irrompere del mondo di Dio e della nuova umanità qui ed ora.

Cristina Arcidiacono