Un cuore diviso                                                                                                   home

Questo sermone è il secondo dedicato al tema del discepolato. Il primo ha per titolo "Il cerchio che non quadra", ed è anch'esso pubblicato su questo sito


 

Atti 5:1-11

Anania e Saffira
At 4:34-37 (Le 10:1-5; 2R 5:20-27; De 23:21-23; Gs 7:19, ecc.) Lu 12:1-5, 15; 1Co 5:13
1 Ma un uomo di nome Anania, con Saffira sua moglie, vendette una proprietà, 2 e tenne per sé parte del prezzo, essendone consapevole anche la moglie; e, un'altra parte, la consegnò, deponendola ai piedi degli apostoli. 3 Ma Pietro disse: «Anania, perché Satana ha così riempito il tuo cuore da farti mentire allo Spirito Santo e trattenere parte del prezzo del podere? 4 Se questo non si vendeva, non restava tuo? E una volta venduto, il ricavato non era a tua disposizione? Perché ti sei messo in cuore questa cosa? Tu non hai mentito agli uomini ma a Dio». 5 Anania, udendo queste parole, cadde e spirò. E un gran timore prese tutti quelli che udirono queste cose. 6 I giovani, alzatisi, ne avvolsero il corpo e, portatolo fuori, lo seppellirono.
7 Circa tre ore dopo, sua moglie, non sapendo ciò che era accaduto, entrò. 8 E Pietro, rivolgendosi a lei: «Dimmi», le disse, «avete venduto il podere per tanto?» Ed ella rispose: «Sì, per tanto». 9 Allora Pietro le disse: «Perché vi siete accordati a tentare lo Spirito del Signore? Ecco, i piedi di quelli che hanno seppellito tuo marito sono alla porta e porteranno via anche te». 10 Ed ella in quell'istante cadde ai suoi piedi e spirò. I giovani, entrati, la trovarono morta; e, portatala via, la seppellirono accanto a suo marito. 11 Allora un gran timore venne su tutta la chiesa e su tutti quelli che udivano queste cose.

 

“La moltitudine di quelli che avevano creduto era d'un sol cuore e di un'anima sola; non vi era chi dicesse sua alcuna delle cose che possedeva ma tutto era in comune tra di loro”.

Concorde era la prima comunità cristiana, quella che ci narra Luca. vengono fatti anche i nomi. pensate che Barnaba, un giudeo della diaspora, aveva perfino venduto un campo e portato agli apostoli tutto il ricavato, affinchè servisse al sostentamento della chiesa. Chissà che cosa devono aver pensato Anania e Saffira.. “Anche noi abbiamo un campo, forse si aspettano che lo vendiamo”...

Care sorelle e cari fratelli,

in che modo questo testo ci parla di discepolato? Ce ne parla attraverso il racconto di ciò che porta un cuore diviso. Perchè di divisione si parla fin dall'inizio. Anania trattiene per sé una parte del ricavato della vendita del campo: separa, dunque, la somma di denaro ottenuta dalla sua proprietà e fa partecipe anche sua moglie di questa decisione.

La Bibbia si chiede: si può essere integri, non divisi? Amare con tutto il cuore, con tutte le proprie forze e la propria intelligenza? “Solo coloro che hanno il cuore puro possono farlo”, sembra suggerire la Scrittura. Quandola Bibbia fa riferimento alla categoria del cuore puro, non pensa al cuore privo di desideri sessuali, ingenuo, quanto piuttosto al rischio di un cuore diviso. La purezza oggi è relegata a categoria morale; nella Bibbia è la qualità dell’umano che permette al cuore di battere indiviso. Il cuore puro appartiene a chi sa abitare la terra senza divisioni, dualismi; a chi ama con tutto se stesso, resistendo alla tentazione di separare in compartimenti stagni i diversi aspetti della vita. Beati i puri di cuore: non, dunque, gli ingenui, quelli che non fanno pensieri peccaminosi. E, correlativamente, impuri sono coloro che hanno il cuore diviso proprio come Anania e Saffira, la coppia di sposi che non riesce a vivere nella coerenza di quanto crede e nasconde parte dei proventi della vendita dei propri beni alla comunità cristiana. Anania e Saffira vorrebbero condividere i loro averi, ma non ci riescono fino in fondo e allora mentono, imbrogliano, rubano. Quando sottraggono i soldi alla comunità, il loro cuore si spezza non tanto per “punizione divina” quanto piuttosto perché un “cuore diviso” non può continuare a battere. Una vita divisa è destinata ad andare in frantumi. Bonhoeffer lo dice con queste parole in Sequela: “ Chi è puro di cuore? Solo chi ha dato il suo cuore a Gesù perchè lui solo vi regni; chi non macchia il proprio cuore del proprio male, ma neanche del proprio bene. ...La purezza del cuore qui è il contrario di ogni purezza esteriore, di cui fa parte anche la pureza dei buoni sentimenti. il cuore puro è puro dal male e dal bene, appartiene indiviso a Cristo, guarda solo a lui che precede”. Per questo Pietro dice che Anania sta mentendo a Dio, fa di una questione che può sembrare materialmente e spudoratamente umana, una questione di soldi, un nodo vitale della relazione con Dio e con Cristo. Il cuore integro, puro, non è necessariamente un cuore perfetto. Dio ci ama nella nostra imperfezione. Non ci chiede particolari performances per avere intimità con Lui; ci vuole, invece, integri, persone intere, non amputate neppure delle proprie debolezze.

Nessuno aveva ordinato ad Anania di vendere il campo per essere accettato. La fede non è un accessorio, prezioso, ma pur sempre accessorio, non è un orpello da esibire, una dottrina o una conoscenza. E' seguire Gesù. Scendere dalla barca sulla quale siamo stati tutta la notte senza prendere pescie riconoscerci totalmente dipendenti da Cristo. Questa è la grazia a caro prezzo, di cui ci parla la lettera alle chiese della nostra Assemblea. Quando parliamo di secolarizzazione sappiamo che parliamo di noi stessi, di noi stesse: cerchiamo di tenere insieme la nostra cultura, le gratificazioni personali, piccole o grandi che siano, il nostro denaro, poco o tanto che sia, assieme all'esigenza di predicarela libertà che Dio ci dona in Gesù Cristo.Tentiamo di salvare capra e cavoli e in realtà perdiamo entrambi. Questo è ciò che l'episodio di Anania e Saffira ci vuole comunicare. Siamo disposti a credere, forse, ma non a seguire Gesù. Ad andare in chiesa, ma non a vivere appieno la comunità. Seguire Gesù è avere un cuore intero, è vivere la grazia a caro prezzo perchè il prezzo che Dio ha pagato per noi è suo Figlio. Venire al culto, mi deve costare. Partecipare allo studio biblico mi deve costare, contribuire con quello che posso, mi deve costare. Altrimenti non reggo. E il mio cuore si spezza. La comunione viene meno.

Altre due cose ci dice questo testo.

La prima riguarda il denaro. Per Atti 5 parlare di denaro è parlare del proprio modo di vivere la comunità. Parlare di denaro e del nostro rapporto con esso è parlare anche del nostro rapporto con il dono. Anania ha vissuto la difficoltà insita nel donare ciò che rifugge dal dono. Sono pronta io, oggi, a pagare il prezzo del dono? Nella consapevolezza che non ci viene chiesto più di quanto possiamo, proprio come ad Anania e Saffira non era stato chiesto di vendere il podere per contribuire in chiesa. Adesso che anche l'Unione battista potrà accedere all'otto per mille in che modo cambierà il mio rapporto con la decima, con il denaro che do nella contribuzione? Sono pronta, sono pronto a seguire Gesù a partire dal mio rapporto con il denaro?

La seconda cosa riguarda Saffira. Il racconto narra due quadri distinti, sebbene all'inizio la complicità dei due coniugi venga esplicitata. Ognuno e ognuna è chiamato per nome. Non per cognome, mi verrebbe da dire. E ognuno e ognuna è responsabile del proprio cuore.

Seguire Gesù, ancora una volta, è seguire non una tradizione, per quante generazioni di credenti la nostra famiglia abbia, non una dottrina, soprattutto non la paura di non essere all'altezza.

Seguire Gesù è letizia. Un cuore diviso è un cuore senza gioia.

Così la prima chiesa ( qui i credenti vengono per la prima volta definiti “chiesa”), inizialmente d'un sol cuore, sperimenta la divisione del cuore, si fa davvero umana, si riconosce peccatrice. E' in questa chiesa che la grazia di Dio irrompe, non come coperta che coccola le paure,ma come chiamata radicale alla conversione, a volgersi verso la crocedi Cristo e a seguirla.